La Scia (Segnalazione certificata di inizio attività) partirà con alcune eccezioni. Il maxi-emendamento messo a punto dal governo, che nelle prossime ore dovrebbe essere presentato formalmente, precisa e limita il campo di applicazione delle nuove norme per l'avvio di un'impresa. Resterà l'obbligo di richiedere un' autorizzazione nel caso delle attività legate ai giochi e quando la stessa autorizzazione riguardi difesa nazionale, pubblica sicurezza, immigrazione, cittadinanza, tutela della salute, del patrimonio culturale e dell'ambiente, o ancora per atti imposti dalla normativa comunitaria. Vengono così salvate le autorizzazioni paesaggistiche, come richiesto dallo stesso ministro Bondi, ma ci sono anche altre limitazioni la cui portata andrà precisata (resta da capire ad esempio se sarà possibile inviare la Scia alle Asl). Il testo, che fino all'ultimo può essere rimaneggiato, contiene altre piccole novità. Cambia formulazione la stretta fiscale sulle assicurazioni (l'Ires si applica sulla variazione delle riserve tecniche per la parte corrispondente al rapporto tra ricavi che concorrono al reddito e totale dei ricavi); è stata ritoccata anche la norma sui fondi immobiliari (ci saranno cinque anni per la liquidazione dei fondi in caso di mancato adeguamento, con imposta sostitutiva del 7 per cento); passa sotto il controllo della presidenza del Consiglio la direzione incentivi alle imprese del ministero dello Sviluppo (insieme al coordinamento di Sviluppo Italia); viene assegnato al ministero della Salute, in deroga a norme e statuti, il compito di nominare il direttore scientifico degli istituti di ricovero e cura a carattere scientifico (Irccs); infine è concessa agli ambasciatori una proroga del trattenimento in servizio, per un periodo di due anni. Nella versione aggiornata a ieri figurava ancora il contestato emendamento sulle quote latte, che ieri è stato tra l'altro oggetto di una frecciata del presidente della Camera (Fini ha parlato di «esempio di malcostume e di cattiva politica», attirandosi subito una replica irata della Lega). Da parte sua Giulio Tremonti ha detto a Bruxelles di voler affrontare la questione al suo ritorno dalla riunione dell'Ecofin; ed in effetti appena rientrato il ministro dell'Economia è andato a Palazzo Madama a trovare il presidente Schifani. Il rinvio del pagamento delle multe potrebbe essere depennato all'ultimo momento, ieri nell'aula è stata avviata la discussione generale (tra gli altri è intervenuto il senatore campano del Pdl Lauro: «Manovra coraggiosa e necessaria») mentre oggi dovrebbe essere posta la questione di fiducia per arrivare al via libera entro domani. Il testo tornerà poi alla Camera per un esame blindato. Oggi intanto si riunisce la conferenza delle Regioni: i governatori dovranno trovare una posizione comune sulla questione della restituzione delle deleghe, ed illustreranno l'effetto dei tagli nei vari territori.