«Le norme che riguardano la dichiarazione di inizio attività (Dia) attraverso il silenzio assenso delle amministrazioni anche in aree vincolate rappresentano un minaccia gravissima e incivile per il patrimonio paesaggistico, ambientale e culturale italiano». Ai senatori della maggioranza riuniti in conclave per gli ultimi ritocchi al maxiemendamento, il finiano Fabio Granata, capogruppo Pdl in commissione cultura e vice presidente della commissione antimafla, manda un messaggio chiaro: lo scempio del paesaggio italiano, gli «archeocondoni» (l'emendamento Pdl che lo istituiva è stato poi ritirato) e le regalie alle mafie rientrano nella questione morale del Pdl; cambiate subito rotta o sarà guerra anche su questo. Granata torna così sull'emendamento presentato la settimana scorsa dal relatore di maggioranza in commissione bilancio del Senato, Antonio Azzollini, che declassa la Dia ad un'autocertificazione (eliminando l'obbligo di allegare il Durc, l'attestato che l'impresa non evade il fisco) con la possibilità dl iniziare i lavori edili immediatamente dopo («dalla data della presentazione»), senza attendere le autorizzazioni paesaggistiche o ambientali. La pubblica amministrazione potrà solo tentare di fermare i lavori in corso, anche in zone vincolate, entro 30 giorni o in caso di «danno grave e irreparabile per il patrimonio artistico, l'ambiente, la salute». «Bondi e Prestigiacomo hanno il dovere di pretendere lo stop all'emendamento Azzollini», incalza Granata, Ma non è il primo a sollevare il problema, molte associazioni ed esponenti delle opposizioni nei giorni scorsi avevano levato la voce contro le norme volute dal Pdl che emendano l'articolo 49 della manovra e riguardano non solo la Dia che viene declassata in Scia (Segnalazione certificata di inizio attività), ma anche la Valutazione di impatto ambientale (Via), quella ambientale strategica (as) e l'Autorizzazione integrata ambientale (Aia). «Per fare un esempio, chiunque voglia costruire una centrale elettrica, un insediamento industriale o un impianto eolico, anche in un'area protetta, in sede di Via, Vas e Aia può considerarsi autorizzato se le amministrazioni preposte non rispondono entro 30 giorni spiega il senatore Pd Roberto della Seta, tra i primi a protestare l'argomento della semplificazione della pubblica amministrazione è solo un pretesto per ottenere la possibilità di costruire senza limiti e depredare il nostro immenso patrimonio culturale e ambientale».