La Dia si prepara ad andare in soffitta. A sostituirla ci penserà la cosiddetta «Scia», vale a dire la segnalazione certificata di inizio attività che il governo ha inserito nella manovra correttiva, In una versione però depotenziata rispetto a quella concordata in commissione Bilancio del Senato, visto che saranno esclusi dalla semplificazione i procedimenti in materia di finanze, difesa, giustizia, immigrazione, pubblica sicurezza e asilo. Oltre alle attività a prevalente carattere finanziario, già escluse dalla formulazione originaria della norma che non ha toccato il testo unico delle leggi in materia bancaria e quello sulle attività di intermediazione finanziaria. A questa novità, che sarà formalizzata nel maxi-emendamento atteso per oggi, si è giunti ieri al termine di una serie di vertici tecnici tra tutte le parti in campo. Infine, spiegano dal ministero della Semplificazione che insieme alla Pubblica amministrazione condivide la paternità della «Scia», è quello di evitare ogni fraintendimento o speculazione sul provvedimento che velocizza le procedure per l'avvio di un'attività d'impresa Con le esclusioni formalizzate nel testo, sottolineano i tecnici, viene solo messo nero su bianco che il procedimento semplificato non potrà essere usato per richieste come il permesso di soggiorno, il porto d'armi o di una licenza per l'apertura di un poligono. Fermo restando che per gli atti disciplinati da un regolamento o direttiva Ue andranno rispettati i paletti comunitari. In realtà, in un primo momento, l'elenco dei settori esenti risultava ancora nutrito visto che comprendeva anche la salute, il patrimonio culturale e l'ambiente. Quasi uno svuotamento dell'impostazione originaria La «Scia» costituisce il punto d'arrivo del «pacchetto di semplificazioni» introdotte in questi primi due anni di legislatura da Roberto Calderoli e Renato Brunetta. Ma per certi versi ne rappresenta anche il punto di partenza visto che viene disposta la sua sostituzione con la dichiarazione d'inizio attività in tutte le procedure che la prevedono. In sostanza, chiunque chiede una concessione, una licenza, un'autorizzazione o un nulla osta non deve presentare la domanda, attendere che la Pa faccia le sue verifiche e, solo una volta ottenuto il responso (o trascorsi i 30 giorni richiesti per scattare il silenzio-assenso), cominciare l'attività. Bensì può limitarsi ad avanzare l'istanza accompagnata dai certificati e dalle attestazioni richieste dalla legge e avviare già da quel momento i suoi propositi Nei 30 giorni seguenti toccherà eventualmente all'amministrazione bloccarlo e, se del caso, perseguirlo penalmente. Al fine di ricondurre a unitarietà le diverse iniziative di semplificazione già avviate e quelle in cantiere una norma delega il ministro della Pa e quello della Semplificazione a emanare uno o più regolamenti per introdurre in Italia una novità senza precedenti: il principio di proporzionalità negli adempimenti amministrativi, che dovranno essere ridotti per le piccole imprese, in linea con le previsioni dello small business act adottato a livello europeo. Ma anche su questi regolamenti varranno i limiti e le esclusioni imposte sulla «Scia».