Giovedì, 8 luglio 2010 In teoria, c'è ancora posto per 75.200 abitanti in città: dal 1997, i residenti a Como sono cresciuti di 13.303 unità e dagli attuali 84.800, potrebbero arrivare a 160.000, secondo la capacità insediativa calcolata dal piano regolatore del 1998, tuttora vigente e, a dirla tutta, ricco di previsioni per infrastrutture e servizi. In verità, amministratori e tecnici comaschi avevano preventivato una città da 117.784 abitanti e sembrava già grande, ma ci stava, tenendo conto dei cambiamenti sopravvenienti, della fisionomia che Como avrebbe dovuto assumere e della pianificazione su tempi lunghi. Però, la Regione verificò i calcoli e con la delibera n.4503 del 4 maggio 2001 individuò una metropoli, dotata di 4 milioni di mq di zone agricole e di 7 milioni di mq di scuole superiori, attrezzature sanitarie ed ospedaliere, parchi urbani. E soprattutto di una possibilità edificatoria di residenze pari a 2.445.585 metri cubi, su aree interne ed esterne a quelle già costruite. Una cubatura in parte inattuata, come dicono i tecnici che stanno verificando come alloggi per almeno 10.000 abitanti siano tuttora invenduti, anche in relazione alla crisi. La città è cresciuta pure per la presenza di 8.000 extracomunitari, per i quali un certo tipo di edilizia è inavvicinabile. Per tutto questo, non sarebbe più necessario intaccare territorio, libero o insediato. Lo stesso sindaco, Stefano Bruni, aveva accennato ad uno stop ai nuovi progetti, fatto salvo l'esaurimento delle giacenze per non incorrere in omissioni d'atti d'ufficio e infatti, nel marzo scorso, si verificò la corsa alla presentazione di proposte di intervento su stabili dismessi. Lo strumento urbanistico del 1998 è stato l'ultimo piano regolatore de - regolarizzato, nel senso che voleva spezzare vincoli e rigidità. All'atto pratico, ha spalancato le porte all'euforia da cantiere? Un operatore invita a leggere il seguente testo: «È parte integrante delle opere di urbanizzazione primaria (fognature e viabilità, per esempio) e pertanto dev'essere prevista sia in fase progettuale, sia in fase attuativa, la realizzazione di un cordolo in cemento armato ai margini del cassonetto stradale delle strade pubbliche e di uso pubblico». Seguono altre 14 righe in corpo 9 sulla ?regola del cordolo?, prescritta nelle ?linee guida progettuali per la redazione di piani attuativi di iniziativa privata? emanate dal Comune di Como: non potrà essere sottoscritta l'obbligatoria convenzione con Palazzo Cernezzi per l'attuazione di interventi di trasformazione urbanistica ed edilizia, piani attuativi, appunto, se non c'è il cordolo ?di dimensioni adeguate?, larghezza non inferiore a 20 cm ed altezza non inferiore all'eccetera. Ci devono essere tante altre cose, ma è per dire quanto sia articolata la normativa. Un piano regolatore ha innestato la corsa, ma il direttore di gara ha interposto una serie di ostacoli? Che saranno mai due ore per delimitare un cassonetto in cemento armato a fronte di un iter lungo dai tre ai cinque anni per un piano attuativo. Dodici anni di intenso fervore costruttivo, abbattimenti, rifacimenti, espansione orizzontale e verticale da far impallidire gli esempi di Sagnino e della lottizzazione ?Panaria?, realizzati negli anni '70, ai tempi in cui il centro era bloccato anche sui servizi igienici, ma la periferia si costellava di edifici in ordine sparso, possibilmente estranei al contesto. Adesso e più di allora, bisogna passare dagli uffici urbanistica, edilizia, viabilità, ambiente e lavori pubblici, commissioni, giunta, circoscrizioni, consiglio comunale e, nel frattempo, spiegare al committente cos'è un Piu, un Pip, un Pii, un Peep, un Pa, un Prg, un Pgt e poi, naturalmente, c'è il progetto edilizio preliminare ed esecutivo. Ma vanno acquisiti anche i pareri di Asl, Arpa, vigili del fuoco ed, eventualmente, Soprintendenze. La pratica giace? Ce ne sono troppe e tutte complicate. Ma questo significa che 160 occhi, cioè almeno 80 persone, l'hanno vivisezionata e 30 timbri l'hanno suggellata. Il cittadino vede l'opera e rimane sorpreso come quando apre l'uovo di Pasqua: chi è stato? Maria Castelli
La Provincia
8 Luglio 2010
Una città grande il doppio. Ecco perché costruiamo tanto
MA
Maria Castelli
La Provincia
Il Comune di Como ha previsto una crescita della popolazione da 84.800 a 160.000 abitanti, ma la Regione ha individuato una metropoli con una possibilità edificatoria di residenze pari a 2.445.585 metri cubi. Tuttavia, la normativa urbanistica del 1998 è stata criticata per essere troppo articolata e complessa, con molti ostacoli per i progetti di costruzione. Il direttore di gara ha interposto ostacoli, come la necessità di delimitare un cassonetto in cemento armato ai margini delle strade pubbliche, e la pratica giace in attesa di risolvere le complesse questioni.
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