Invocata maggiore attenzione all'agricoltura e alla salvaguardia delle sue attività Il problema principale è rappresentato dalla concertazione; poi, ci sono quelli riguardanti le previsioni per il territorio ibleo. Il Piano paesistico resta nell'occhio del ciclone, nonostante Legambiente cerchi di forzare la mano ed ottenere l'approvazione da parte della Regione, forse fidando sul fatto che è estate e l'attenzione potrebbe anche essere un po' calata. Ma negli enti locali si sta all'erta, perché l'obiettivo è quello di sedersi attorno a un tavolo e discutere con la soprintendente Vera Greco come non si è fatto finora. A questo punta la mozione presentata dai consiglieri provinciali Silvio Galizia, Raffaele Schembari, Salvatore Mandarà, Marco Nanì, Ignazio Abbate, Bartolo Ficili ed Ettore Di Paola, che dovrà essere discussa nella prima riunione utile del consiglio di viale del Fante. Il documento intende impegnare l'amministrazione provinciale a farsi carico di ottenere, da Regione e Soprintendenza, «un reale procedimento concertativo allargato non solo agli enti locali territoriali, ma anche a tutti gli altri soggetti portatori di interesse, con particolare riguardo alle rappresentanze delle componenti produttive ed imprenditoriali, alle rappresentanze sindacali ed ai settori professionali». Questo tavolo deve essere, inoltre, «adeguato nei tempi e nei modi in relazione all'obiettiva importanza del nuovo strumento pianificatorio ed alle ricadute sulla comunità in tutte le sue componenti». Quindi, un confronto senza scadenze prefissate, ma ad ampio raggio in modo da raggiungere un accordo che vada bene per tutti. Ma non c'è solo questo nella mozione che il consiglio provinciale dovrà discutere. Si chiede anche un'adeguata divulgazione del piano paesistico, oltre che l'impegno alla rielaborazione del progetto alla luce delle proposte e delle osservazioni che le istituzioni hanno già avanzato o avanzeranno nel confronto che dovrà essere avviato. Alla Soprintendenza, inoltre, si chiede di «astenersi dal procedere nell'adozione del piano» senza aver prima «assicurato la reale ed effettiva partecipazione della comunità in tutte le sue componenti, valutando le legittimi aspettative». Anche l'Mpa, che si è schierata a difesa delle scelte della Soprintendenza, cerca una via mediana. Il capogruppo degli autonomisti alla Provincia Pietro Barrera spiega che «è necessario che tutti si sforzino e s'impegnino a ricercare un dialogo costruttivo con la Soprintendenza, perché da un confronto sereno, che abbia quale unico fine il territorio ibleo, il Piano paesistico risulti uno strumento utile al territorio, che, comunque, rimane vocato all'aspetto agricolo e serricolo». Barrera si dice convinto che «le prese di posizione di carattere politico salvaguarderebbero unicamente interessi di parte», conducendo «sempre e inevitabilmente a sterili diatribe che limitano se non, addirittura, chiudono qualsiasi dialogo». Anche dal capogruppo dell'Mpa arriva l'invito affinché «Soprintendenza e forze politiche si siedano attorno a un tavolo affinché, da un confronto dialettico e dalle esigenze obiettive di tutte le parti, si possa giungere, in modo unanime, alla redazione del Piano paesaggistico». Il consigliere comunale del Pdl Franco Celestre, invece, entra nel dettaglio di quanto previsto dalla bozza di piano della Soprintendenza, almeno per la parte che attiene al territorio agricolo, e lo fa per stroncare le previsioni: «Sembra che il piano afferma anziché favorire lo sviluppo agricolo, voglia osteggiarlo, ponendo l'attenzione solo sul concetto di "paesaggio"». Celestre, poi, sottolinea che «chi redige il Piano paesistico, pur comprendendo l'importanza dell'espansione degli impianti fotovoltaici, ne sconosce le modalità di realizzazione. Celestre è d'accordo sull'esigenza di «dare regole chiare ed oggettive (da concordare con il territorio)», ma, aggiunge, quanto previsto per le aree di interesse storico o archeologico o di particolare interesse naturalistico, «non si può applicare alle coltura agrarie, in quanto l'agricoltura si adatta ai cambiamenti del clima e del territorio, così com'è stato dai tempi più lontani, passando da un'agricoltura di raccolta fino all'attuale agricoltura industriale». Alla soprintendente Vera Greco, quindi, il consigliere comunale ricorda che «aveva iniziato un valido percorso organizzando un workshop sul paesaggio che coinvolgeva tutte le figure sociali e imprenditoriali». Per questo adesso la invita «ad aprirsi al dialogo e continuare il percorso iniziato», utilizzando questo metodo «nella rivisitazione del Piano paesistico, che non deve nuocere al territorio, danneggiandolo sotto aspetti indispensabili all'economia locale».