Approvata la documentazione per richiedere il riconoscimento dell'Unesco L'inserimento nella lista offrirebbe l'opportunità di accrescere tutela, risorse economiche e visitatori Baratti e Populonia patrimonio dell'umanità. La candidatura, arricchita dalla complessa documentazione richiesta dall'Unesco, è stata approvata dal consiglio comunale e presto sarà inviata alla commissione interministeriale, dove dovrà passare attraverso maglie strettissime, considerata la ricchezza del patrimonio culturale e paesaggistico del Paese e in particolare della Toscana. L'ambizioso obiettivo, se raggiunto, farà conoscere Baratti-Populonia in tutto il mondo e chiamerà l'intera umanità a difenderne l'integrità. La puntuale documentazione è stata illustrata in Consiglio dall'architetto Mariella Zoppi, direttrice del Laboratorio di ricerca cultura e territorio dell'Università di Firenze, che ha coordinato un gruppo di lavoro di cui di cui hanno fatto parte gli architetti Ilaria Burzi, Luciano Giannoni, Michela Moretti e Laura Pescini. Il patrimonio archeologico. Uno spazio notevole nel progetto è ovviamente occupato dalla descrizione del valore eccezionale dei resti archeologici. Populonia, unica città Etrusca sul mare, consente di leggere almeno 8 secoli di presenza sociale organizzata dal IX al I secolo a.C. Del tutto particolare la presenza in un unico luogo di un'ampia testimonianza della vita, della religione e della morte. La lavorazione dei metalli (dall'età del bronzo a quella del ferro), la vasta necropoli che permette di ricostruire l'evoluzione dell'architettura funeraria dal IX fino al periodo ellenistico e, infine, le case e i templi dell'acropoli, un luogo ora davvero affascinante grazie agli scavi condotti negli ultimi anni. «Populonia - è scritto nella documentazione preparata dall'Unesco - è testimonianza mirabile del genio creatore dell'uomo che si manifesta nella costruzione di architetture civili, religiose e funerarie che attestano la ricchezza dell'antica città-stato che domina ancor oggi il Golfo di Baratti». La natura. Ma Baratti e Populonia non sono solo testimonianza di secoli di civilizzazione. Costituiscono anche uno scenario di straordinaria bellezza. La macchia mediterranea, i fiori, la fauna. Una zona particolarmente ricca e varia di vegetazione già segnalata dalla Società botanica italiana e dal Centro nazionale delle ricerche come biotipo di rilevante interesse, con la presenza di "consorzi vegetali" caratteristici di situazioni climatiche diverse dall'attuale. Sulla costa rocciosa colonie relitte di palma nana, cretamo, cineraria ed elicriso. Più all'interno lentisco, mirto, fillirea, erica, corbezzolo, leccio, sughera, roverella. Tutto il repertorio tipico della macchia-foresta mediterranea. Spiagge e balneazione. Uno dei requisiti richiesti dall'Unesco è che il luogo sia già conosciuto e frequentato. Baratti lo è anche grazie al suo mare e alla sua spiaggia, che ancora porta i segni della vocazione siderurgia etrusca. Un elemento positivo ma anche una minaccia, individuata già nella stessa documentazione per la mancanza di controllo del turismo balneare. Ed altri punti di debolezza sono rappresentati dall'erosione e dall'insufficienza di fondi da destinare al patrimonio storico e naturale. Le opportunità. «I siti patrimonio dell'umanità - ha sostenuto l'architetto Zoppi - richiamano una grande quantità di visitatori da tutto il mondo. Dunque, se la candidatura venisse accettata, sarebbe necessario prevedere un adeguato sistema di accoglienza nelle zone limitrofe». La forte attrazione potrebbe produrre forti vantaggi economici, contribuire ad una maggiore integrazione tra il paesaggio naturale e le aree archeologiche, far affluire risorse per potenziare gli scavi e la conservazione del patrimonio archeologico. I confini. La zona perimetrata nello studio va da Botro ai Marmi, dove sono stati ritrovati insediamenti risalenti al paleolitico, fino ai confini urbani dei Ghiaccioni, tra l'altro portati ad esempio di innovativa architettura di edilizia popolare. E' compreso, quindi tutto il promontorio, ma anche tutta la fascia ad uso agricolo connessa al sistema naturalistico. Le procedure. Con la presentazione della domanda alla commissione interministeriale si apre la fase degli esami. Gli spazi sono stretti. Baratti-Populonia dovranno vedersela prima con altre candidature nazionali di rilievo. Da qualche tempo c'è però una chance di riserva: ottenere il riconoscimento a bene di interesse nazionale, che rappresenterebbe già un ottimo risultato. L'esame durerà almeno un paio d'anni e non c'è altro da dire: "Speriamo che me la cavo".