ROMA. Nella manovra sotto i riflettori finisce sia l'archecondono che l'estensione del meccanismo di silenzio assenso alle autorizzazioni paesaggistiche nelle aree protette. Al Pd, che ha lanciato l'allarme nei giorni scorsi, si unisce il finiano Fabio Granata, capogruppo Pdl in commissione cultura della Camera. «Le norme che riguardano la dichiarazione di inizio attività attraverso il silenzio assenso anche in aree vincolate rappresentano una minaccia gravissima e incivile per il patrimonio paesaggistico, ambientale e culturale italiano. I ministri Bondi e Prestigiacomno hanno il dovere di pretendere lo stop dell'emendamento Azzollini così come va bloccata sul nascere qualsiasi nuova tentazione di archeocondono». Di pericoli per il territorio se il governo elimina i vincoli paesaggistici parla anche l'assessore regionale dell'Umbria Stefano Vinti.
Granata sollecita i ministri a opporsi: Aree protette: ritirare la norma incivile che le mette in pericolo
ROMA. Nella manovra sotto i riflettori finisce sia l'archecondono che l'estensione del meccanismo di silenzio assenso alle autorizzazioni paesaggistiche nelle aree protette. Al Pd, che ha lanciato l'allarme nei giorni scorsi, si unisce il finiano Fabio Granata, capogruppo Pdl in commissione cultura della Camera. Le norme che riguardano la dichiarazione di inizio attività attraverso il silenzio assenso anche in aree vincolate rappresentano una minaccia gravissima e incivile per il patrimonio paesaggistico, ambientale e culturale italiano. I ministri Bondi e Prestigiacomno hanno il dovere di pretendere lo stop dell'emendamento Azzollini così come va bloccata sul nascere qualsiasi nuova tentazione di archeocondono. Di pericoli per il territorio se il governo elimina i vincoli paesaggistici parla anche l'assessore regionale dell'Umbria Stefano Vinti.
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