La votazione del sovrintendente è il primo atto del nuovo consiglio di amministrazione "Cè la stessa euforia dellinaugurazione del 1973, alla vigilia della nostra prima tournée in Oriente" La valigia per il tour in Oriente è già pronta e dentro Walter Vergnano ha messo anche la sua riconferma a sovrintendente del Teatro Regio. Ieri si è riunito il nuovo consiglio di amministrazione del teatro lirico cittadino, presieduto dal sindaco Sergio Chiamparino e composto da Fabio Corsico, Maria Luisa Cosso, Silvano Guidone - in rappresentanza del ministero, che di recente ha preso il posto di Evelina Christillin - Fausto Marchionni, Vittorio Sette e Giovanni Zanetti: il primo atto è stato quello di riconfermare Vergnano fino al 2014 alla guida del Teatro, ruolo che ricopre dal 1999, diventando così uno dei più «longevi» sovrintendenti nelle Fondazioni Liriche Italiane. Giovanni Zanetti è stato confermato come vicepresidente del teatro. Sovrintendente Vergnano, che momento è questo per il Regio? «Un momento straordinario, siamo alla vigilia della nostra prima grande tournée in Oriente, a Tokyo e allExpo di Shangai, e leuforia si vede in tutto il teatro! Vedo in tutti la voglia di partire, di far sentire quanto siamo bravi, è uneuforia che non avevo mai visto, forse la stessa del 1973, quando il Regio è stato inaugurato. In questo senso è un momento molto esaltante, ma allo stesso tempo non possiamo dimenticare il momento difficile e a settembre la situazione andrà analizzata e discussa con il nuovo cda e i nostri principali referenti che sono il Comune e la Regione. La domanda è: quale teatro vogliono per i prossimi quattro anni?». Ecco, come si sopravvive alla crisi? «Oggi è un teatro che ha raggiunto gli obiettivi che si era prefissato, un teatro che si rapporta con altri teatri internazionali, che coproduce, è considerato il più affidabile dei teatri italiani. Bene, per continuare a fare questo ci vuole un funzionamento ottimale della macchina e ci vogliono delle risorse. Il sovrintendente e il cda si muovono secondo le linee che i soci fondatori, pubblici e privati, delineano, e siamo ben consapevoli che in un momento di crisi il denaro pubblico va amministrato in modo rigoroso e serio e la nostra attenzione sarà massima. Penso anche che il rapporto con i soci privati può essere implementato». Nel 1999 pensava che sarebbe rimasto in carica per quindici anni? «No, non me lo aspettavo e va al di là di ogni mio sogno. Quello che mi rende felice è che la mia riconferma è il risultato della presa datto che tutto il teatro ha lavorato bene in questi anni. È la riconferma di tutti quelli che lavorano al Regio».