La Fondazione Carisbo cambia i criteri delle sovvenzioni per musica e prosa "Premieremo iniziative legate alla scuola o che valorizzino i nostri strumenti antichi" Non più ai teatri, genericamente, ma a quei progetti che valorizzino la formazione del pubblico giovane. Non più alle associazioni musicali, ma a sostegno di quei programmi che faranno risuonare il patrimonio di strumenti antichi in possesso della Fondazione Carisbo. E al Teatro Comunale, in attesa del rinnovo del cda e quindi del sovrintendente, un finanziamento di soli 200mila euro che copra il periodo da qui a dicembre, contro i 600mila euro versati ad ogni stagione. La commissione cultura di Palazzo Saraceni ha ridefinito i criteri con cui erogare i propri contributi alle attività teatrali e musicali: un milione di euro in tutto, dai quali sono esclusi i finanziamenti allOrchestra Mozart e al Teatro Comunale, nonché alla Scuola dellOpera, già confermati. «Le fondazioni - spiega il professor Giulio Ghetti, che quella commissione presiede - non possono più finanziare le imprese o le cooperative, come per esempio Nuova Scena. Questo ci ha dato loccasione per rivedere il nostro sostegno alla prosa, privilegiando i programmi che aiutano i giovani a conoscere il teatro, oppure a sostegno del pubblico degli anziani». Dalla prossima stagione la fondazione istituirà una commissione teatro-scuole affidata a Gianmario Anselmi per vagliare i programmi presentati dai vari teatri e finanziare quelli con un carattere formativo. Oltre a ciò verrà ampliato il numero di biglietti acquistati presso i teatri (già avviene per il Duse) e distribuiti gratuitamente a giovani e anziani. «Il nostro imbarazzo più grosso - continua Ghetti - è nei confronti della musica, perché in città ce nè troppa e poco coordinata nelle programmazioni». Se da un lato sono confermati 40mila di contributi a Musica Insieme e al Bologna Festival, rispettivamente, dallaltro la scelta della Fondazione è ovviamente condizionata dal suo Museo della Città, che comprende, per esempio, la Collezione Tagliavini di organi antichi. «Inoltre - annuncia Ghetti - , abbiamo deliberato lacquisto della collezione di pianoforti e fortepiano del maestro Scala, direttore dellAccademia Pianistica, e della raccolta della Fondazione della Cassa di Risparmio di Imola». In tutto, si tratta di una quarantina di strumenti che prenderanno posto in una nuova tappa del Museo della città, a Palazzo Achillini, di fronte a San Colombano, già di proprietà della Fondazione. «Ma tutti questi strumenti vanno suonati, e perciò presteremo particolare attenzione a quelle realtà che ci propongano progetti che li valorizzino». Un contatto è già avviato con Fernanda Giulini, unimprenditrice milanese, collezionista di strumenti antichi e promotrice di un programma di concerti nella villa di famiglia, Villa Medici Giulini, a Briosco, in Brianza.