Sì dellEcofin alla manovra italiana Tremonti: il Senato lha migliorata Statali, blocco stipendi depurato da voci extra Abruzzo, 120 rate per le tasse Il ministro replica a Sacconi: "Oltre 40 anni di contributi per la pensione? Non era un refuso" ROMA - Arriva il sì dellEcofin alla manovra italiana: le misure del governo sono «conformi alle raccomandazioni». Soddisfatto, il ministro Giulio Tremonti parla di provvedimenti «effettivi, adeguati e in linea con gli impegni presi»; assicura che in Parlamento il testo «è stato migliorato», senza «nessun arretramento né sui numeri né sui contenuti». Quindi svela: «Non era un refuso» la norma che mirava a superare la soglia dei 40 anni di contributi per andare in pensione. Piuttosto «il tentativo di ulteriore rigore». Di «refuso» aveva parlato il ministro del Welfare Maurizio Sacconi, di fronte alle polemiche. Tremonti interviene a Bruxelles mentre la manovra è al vaglio del Senato e sulla quale verrà messa la fiducia anche alla Camera come ha dichiarato il premier Berlusconi, sottolineando che questo «è un atto di coraggio non di arroganza». In serata, nella messa a punto del maxi-emendamento, arriva una retromarcia importante sulle norme per la libertà di impresa che aprivano, grazie alla Scia (la segnalazione di inizio attività), a un fai-da-te incontrollato: lautocertificazione non varrà più per gli atti relativi allimmigrazione, allasilo, alla cittadinanza o al patrimonio culturale e paesaggistico, al gioco, alla difesa e alla pubblica sicurezza. Non più, dunque, armerie aperte in un giorno o ecomostri tirati su con una segnalazione. Il governo ha presentato anche una modifica allarticolo 9, quello che regola il blocco triennale degli stipendi degli statali. Ora sè stabilito che la norma va applicata «al netto degli effetti derivanti da eventi straordinari della dinamica retributiva», le voci extra come una malattia, una maternità, le missioni allestero. Tra le altre novità, il raddoppio da 60 a 120 delle rate per restituire i tributi sospesi per i terremotati in Abruzzo, riviste le norme per assicurazioni e diplomatici, per i quali è prevista la proroga del trattamento in servizio. Da Bruxelles Tremonti commenta anche le rilevazioni della Banca dItalia sul debito pubblico, salito a maggio al record di 1.827,1 miliardi, 15 in più sul mese precedente: «Il dato è di enorme rilevanza, ma non esclusiva». E chiama in causa la bocciatura del Portogallo decisa da Moodys per spiegare come il problema sia la sostenibilità del debito, non il valore assoluto. Monito del Presidente Giorgio Napolitano: «Non possiamo far pesare sulle spalle dei giovani il costo del debito pubblico accumulato. Bisogna restringere la spesa salvando le priorità». Tra gennaio e maggio rallenta il calo delle entrate fiscali: la flessione del gettito è dell1,3 contro meno 1,8 dei primi quattro mesi. Tremonti difende la sua manovra. E sottolinea che è stata fatta «la più grande riforma delle pensioni realizzata in Europa questanno, con un emendamento, nella pace sociale, senza neanche un giorno di sciopero». Ribadisce anche che le misure sono state dettate dallEuropa ma la manovra «sarebbe stata comunque necessaria». In ogni caso, «al momento non ci sarà nessuna ulteriore misura». Rientrato a Roma, il ministro incontra il presidente del Senato Renato Schifani: oggi il voto.