Nel 2007 la popolazione che abita nelle città ha superato per la prima volta nella storia quella che vive nelle aree rurali, e si prevede che possa salire al 70 per cento entro il 2050. Inoltre, le città consumano più del 70 per cento di tutta l'energia e producono il 69 per cento delle emissioni di CO2. Bastano queste cifre a confermare che la partita della sostenibilità può essere vinta solo partendo dai contesti urbani, da sempre luoghi dell'innovazione e della creatività, ma oggi anche giganteschi consumatori di energia e produttori di rifiuti e inquinanti. Come dimostrano il vice dg di Legambiente Andrea Poggio e l'architetto Maria Berrini in Green life. Guida alla vita nelle città di domani (Edizioni Ambiente), le alternative ci sono. Abitazioni che generano più energia di quanta ne consumano, facendo risparmiare un sacco di soldi ai proprietari; sistemi di trasporto integrati con cui evadere dalle prigioni a quattro ruote che guidiamo tutti i giorni; nuovi modi di vivere e rapportarci con i nostri vicini, per smettere di stupirci se qualcuno ci ringrazia e ci saluta. Molte città in Europa e nel resto del mondo lo hanno già fatto, e chi le abita è più felice e meno spaventato dal futuro. Scrive Filippo Solibello nella prefazione: «Il tempo delle scuse, delle ideologie, della stolta contrapposizione ambienteprogresso è finito da un pezzo nel resto d'Europa, e sarebbe bene che anche qui da noi ci si applicasse con maggiore convinzione alla progettazione intelligente di un ecosistema, urbano e non, migliore di quello attuale. Cosa accadrà in futuro dipende soprattutto da noi. Leggere è il primo passo, gli altri verranno». Cosa stiamo aspettando?