È pronto il maxi-emendamento sul quale il governo chiederà la fiducia sulla manovra, nell'aula del Senato. Al momento risulta rispettato l'impegno di non andare oltre il testo approvato in commissione: oltre che una serie di aggiustamenti formali, è stata inserita una possibile formulazione alternativa della stretta fiscale sulle assicurazioni (la quota di variazione delle riserve tecniche sottoposta a Ires sarebbe non del 90 per cento, ma espressa come rapporto tra ricavi che concorrono al reddito e totale dei ricavi). La discussione parte oggi pomeriggio e il voto finale è previsto per domani. Sono stati presentati da maggioranza e opposizioné circa 1.700 emendamenti che però praticamente non hanno nessuna possibilità di essere approvati. Almeno in teoria invece c'è ancora la possibilità che il governo recepisca un accordo in extremis con le Regioni. Mentre in tutta Italia i governatori lavorano ad uno schema dettagliato delle conseguenze dei tagli sui propri bilanci, restano in pista alcune ipotesi di mediazione. C'è quella a cui aveva accennato Umberto Bossi, mai formalizzata, che prevede lo spostamento di un miliardo di risparmi a carico delle Regioni a statuto speciale, c'è poi l'eventualità di sospendere i tagli nel 2011 rinviandoli agli anni successivi, e si lavora anche all'idea di usare come veicolo per le modifiche i decreti attuativi del federalismo fiscale. Intanto si è aperto un altro fronte polemico in tema di beni culturali: Fai (Fondo ambiente italiano) e Wwf hanno denunciato che le nuove norme sulla segnalazione di inizio attività, introdotte con un emendamento del senatore Azzollini, permettono di derogare anche alle norme ambientali e paesaggistiche. Una novità per la quale si è detto sorpreso lo stesso ministro Bondi.