Milano. «Desta sorpresa l'approvazione di un emendamento che estende la segnalazione certificata di inizio di attività anche agli interventi sui beni culturali e paesaggistici, senza che il ministero sia stato informato». L'emendamento alla manovra presentato dal relatore Antonio Azzollini e approvato venerdì sera in Commissione bilancio del Senato fa scattare su tutte le furie il ministro dei Beni culturali Sandro Bondi. La segnalazione certificata di inizio attività sarà a cura della stessa impresa che esegue i lavori di costruzione e sostituirà l'autorizzazione richiesta oggi. Ma la novità non piace né al direttore della Normale Salvatore Settis, né al Fai e al Wwf. Un'altra disputa proprio mentre il governo si muove per ricucire lo strappo con le Regioni. Dopo i tagli per 8,5 miliardi contenuti nella manovra, la discesa in campo del leader della Lega Umberto Bossi in favore di una mediazione fra le esigenze di rigore dell'esecutivo e quelle di cassa delle Autonomie sembra infatti aver aperto uno spiraglio. La soluzione allo studio potrebbe consentire di spalmare i tagli, probabilmente utilizzando lo strumento del decreto attuativo del federalismo fiscale sulla fiscalità regionale. «I tempi stringono ma fino a che ci saranno spazi di tempo continuerò a lavorare insieme a tutti i miei colleghi, presidenti di Regione e al presidente del Consiglio per trovare una soluzione. Berlusconi è personalmente impegnato a cercare di dare una risposta ai problemi che legittimamente abbiamo sollevato», aveva rassicurato nella tarda mattinata il presidente della Lombardia Roberto Formigoni al termine di un incontro con Silvio Berlusconi durante i lavori del forum Euromed, mostrandosi ottimista. Sono circa 1.700 gli emendamenti presentati dai vari gruppi alla manovra per l'Aula, dove il decreto approderà oggi alle 11 per la discussione generale. Ma il governo potrebbe accelerare la tabella di marcia presentando subito il maxiemendamento sul quale chiederà la fiducia, che potrebbe essere votata quindi prima di giovedì. Anche perché oggi la manovra sarà all'esame dell'Ecofin (che dovrebbe dare il via libera), e dunque è difficile che, a parte le annunciate misure pro Abruzzo, il decreto possa cambiare in modo significativo. Tra gli emendamenti, comunque, non ci sarebbe più l'archeocondono. In pratica, una sanatoria per chi possiede illegalmente i beni archeologici. È stato lo stesso Azzollini a smentirne categoricamente l'esistenza.