ROMA - Il rombo dei motori della Formula Uno, in stereofonia, a piazza Venezia. A poche centinaia di metri dalle finestre del sindaco di Roma, Gianni Alemanno, i comitati che dicono no al Gran Premio nelle strade del quartiere Eur hanno posizionato quattro altoparlanti per far sentire al primo cittadino quale sarebbe limpatto acustico prodotto dai bolidi che dovrebbero sfrecciare tra case, uffici e un ospedale. Dopo numerosi appelli ieri le associazioni ambientaliste e gli abitanti del quartiere, costruito in vista dellesposizione universale del 1942, sono scesi in strada per esprimere il dissenso verso un progetto «che distruggerà unarea gioiello e porterà alla cementificazione dei parchi, già sottoposti a vincolo». Un percorso, quello romano, che ha ricevuto il placet, anche se solo sulla parola, di Bernie Ecclestone. Le monoposto dovrebbero correre tra il "Colosseo Quadrato", il "Palazzo dei Congressi" e larea delle "Tre Fontane": insomma in aree di pregio e vincolate, esempio dellarchitettura razionalista. Si oppongono duramente i comitati che durante la manifestazione di piazza hanno chiesto al Comune di «ritirare ogni permesso e delibera». Di più. Hanno lanciato un grido dallarme al governo, in particolare al ministro allAmbiente Prestigiacomo, al ministro per i Beni culturali, Bondi, e al presidente del Consiglio Berlusconi «affinché garantiscano il rispetto dei diritti dei cittadini, perché in nome di interessi privati saremmo costretti a pagare un prezzo altissimo in termine di salute e inquinamento», hanno spiegato i consiglieri del municipio XII, Matilde Spadaro dei Verdi e Vincenzo Vecchio del Pd. Da Monza a Roma, il passo è stato breve. In sostegno al fronte del no al Gran Premio nella Capitale è intervenuto Enzo Radaelli, leader storico dellassociazione che tutela lautodromo brianzolo. «Monza vive all80 per cento sulla corsa automobilistica - ha detto Radaelli - e se il Gran Premio dItalia si sdoppia il danno sarà immenso». Secondo la Lega, il no è una posizione che per una volta mette daccordo tutto il paese. «Della Formula Uno a Roma non cè alcun bisogno» ha sottolineato Paolo Grimoldi, deputato della Lega Nord. «Non piace ai piloti - ha aggiunto - il rischio di speculazione è altissimo e i residenti sono pronti a frenare i bolidi a suon di carte bollate. È paradossale che Alemanno si vesta da ariete per abbattere i caselli e poi voglia portare inquinamento, traffico e rumore». Scende in campo anche Italia Nostra: «I circuiti nelle città, troppo pericolosi, non si fanno più. Anche Parigi aveva posto un deciso rifiuto». Secca la replica dal Campidoglio. «La condizione essenziale per realizzare il Gran Premio è un basso impatto sul quartiere. A settembre incontreremo tutti i comitati», taglia corto Andrea De Priamo, consigliere comunale. Ieri i bolidi hanno sfrecciato, seppur virtualmente, sotto le finestre del sindaco Alemanno, da settembre i comitati sono pronti a portare il rombo dei motori nelle strade dellEur.
Roma, rombo di F1 sotto il Campidoglio è la protesta contro il Gran Premio allEur
A Roma, i comitati che si oppongono al Gran Premio delle strade del quartiere Eur hanno posizionato quattro altoparlanti per far sentire al sindaco Gianni Alemanno il rumore dei motori dei bolidi. I comitati hanno espresso duramente il dissenso verso il progetto, che distruggerà un'area gioiello e porterà alla cementificazione dei parchi. I comitati hanno lanciato un grido allarme al governo, chiedendo il rispetto dei diritti dei cittadini. Il ministro allAmbiente e il ministro per i Beni culturali hanno ricevuto un appello per garantire il rispetto dei diritti dei cittadini.
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