VERONA Una nuova conferma arriva dal Soprintendente ai Beni Archeologici del Veneto Vincenzo Tiné: «in piazza Corrubbio nessun ritrovamento è finora in grado di rappresentare un ostacolo alla realizzazione del garage interrato». La precisazione arriva in seguito alla segnalazione fatta la scorsa settimana da parte del comitato di San Zeno, con l'appassionato di archeologia e storia veronese Alberto Solinas in testa, di un ritrovamento durante gli scavi che sembrava di importanza maggiore rispetto agli altri: un'abside, circondata da una serie di sepolture in pietra di Prun. «Sicuramente-precisa Tiné-la dottoressa Giuliana Cavalieri Manasse, direttrice del nucleo operativo veronese, conosce più a fondo di me questo ritrovamento e la sua importanza, ma non mi è stata inviata nessuna comunicazione in merito a reperti di rilievo tale da ostacolare i lavori. I reperti più significativi verranno in ogni caso studiati e tutelati». Una nuova delusione dunque per il comitato, che vede scemare le possibilità che il cantiere sia fermato dalla storia. Ultima speranza a questo punto resta la parte dello scavo che rimane ancora da sondare, cioè quella verso via Da Vico. Secondo gli archeologi forse da quel lato ci potrebbe essere qualche possibilità di trovare resti della via Claudia il cui tracciato rimane ancora oscuro e della quale finora non è emersa nessuna testimonianza intorno a San Zeno. Intanto Tiné annuncia per la prossima settimana un incontro congiunto tra Soprintendenza e Comune, con l'assessore Corsi in particolare, «su tutti i cantieri di scavo in corso in vista della costruzione dei garage interrati, in particolare per fare il punto sulle tempistiche di ognuno».