Vittorio Sgarbi ha incontrato Silvio Berlusconi in Sardegna Oggi alle 18 l'inaugurazione "Avete sentito, c'è stato l'impegno del presidente del Consiglio": Vittorio Sgarbi, come aveva preannunciato, è andato in Sardegna e ha chiesto a Berlusconi, che lo ha rassicurato sull'impegno della presidenza del Consiglio, di intervenire per "liberare" La caduta di Paolo del Caravaggio in modo che possa figurare tra i capolavori della mostra "Le ceneri violette del GIorgione". Ieri pomeriggio Sgarbi è tornato a Mantova. La tavola a quest'ora potrebbe essere ancora a Roma oppure già arrivata, nella notte, nelle Fruttiere, appena in tempo per l'inaugurazione prevista per le 18. Nel presentare La mostra, giovedì, Sgarbi aveva denunciato le pastoie burocratiche che impedivano all'opera di essere trasferita a Mantova. «Sgarbi sbaglia obiettivo nella polemica sorta per la mancata concessione del dipinto di Caravaggio della Collezione Odescalchi alla mostra del Te». Lo afferma in un comunicato il sottosegretario ai beni culturali Nicola Bono, che rileva come «ingiustificate e gratuite le critiche sulla mia presunta mancanza di coraggio». «I fatti - prosegue la nota - sono diversi rispetto a come sono stati presentati», il Caravaggio, sostiene Bono, anche se di proprietà privata, è stato bloccato per un altro motivo, e cioè «da un parere tecnico contrario da parte dell'Istituto Centrale del Restauro, che ha ritenuto sconsigliabile il trasporto, in considerazione della sua fragilità, viste le dimensioni (cm 237 per 189) e lo spessore (cm 1,7)». «Tale parere, aggiunge Bono, era stato già espresso in precedenza, prima della richiesta giunta da Mantova, e cioè in occasione dell'organizzazione della mostra "Da Giotto a Malevic". «Un impedimento, quindi, di squisita natura tecnica. Appare evidente che nessuna autorità politico-istituzionale avrebbe potuto disattendere, con un atto d'imperio, un parere contrario dell'organo tecnico abilitato a emettere giudizi sulla trasferibìlità delle opere d'arte». Il sottosegretario Bono risponde inoltre anche alla dichiarazione di Vittorio Sgarbi, che lo ha definito suo successore, "Per puro amore di verità vorrei sottolineare che fummo entrambi nominati contemporaneamente sottosegretari".