L'antica chiesa ha bisogno di urgenti restauri. Ma mancano i fondi IMPRUNETA Intorno all'apoteosi di San Pietro, nella volta del presbiterio ci sono delle sbiancature. Anche nella due lunette laterali gli affreschi sei-settecenteschi, che rappresentano episodi della vita del santo, hanno bisogno di cure. L'impianto elettrico è da risistemare, sotto l'intonaco delle pareti ci potrebbero essere altri ovali dipinti da riportare alla luce. Tra gli arredi più preziosi della chiesa di San Pietro a Montebuoni c'è un organo di fine Ottocento di Giuseppe Crisci (famoso costruttore di origini casentinesi). Per recuperare e far conoscere il patrimonio storico artistico della chiesa e della zona intorno si è attivato spontaneamente un gruppo di cittadini, una decina, abitanti del borgo sopra Tavarnuzze, nel comune di Impruneta, incoraggiati dal parroco don Umberto Di Tante: vogliono indicare a tutti gli abitanti di Tavarnuzze, vecchi e nuovi, l'esistenza di questo tesoro nascosto. «La chiesa esiste almeno dal 1061. Venne eretta dalla fiera casata dei Buondelmonti ai piedi del loro castello distrutto dai fiorentini nel 1135 perché di ostacolo ai loro commerci e alla loro espansione territoriale», spiega Urbano Meucci, professore di lettere in pensione, nato e residente nel borgo Montebuoni, che conserva nella disposizione delle case l'aspetto che aveva nel Cinquecento. Meucci è da tempo un appassionato studioso della storia di questa zona (autore del libro «Dal castello di Montebuoni a Tavarnuzze»): «La forma della chiesa attuale risale al XVII secolo e l'importanza della chiesa è testimoniata soprattutto dalla presenza di un piccolo battistero, costruito quando nel 1707, la chiesa ricevette il privilegio, riservato alle pievi, di celebrare i battesimi». Con la moglie Anna, insegnante di storia dell'arte e disegno, e altri cittadini, il professore ha assistito alla prima visita della ex soprintendente Laura Baldini, nell'autunno scorso. «Disse che non conosceva il luogo emostrò subito il suo interessamento», racconta Anna. A Montebuoni da allora si attendono i primi permessi per i restauri e lamanutenzione: i progetti della soprintendenza e il via libera della proprietà che appartiene all'Istituto per il sostentamento del clero. Ma il passo fondamentale è trovare i finanziamenti: la prima domanda di sovvenzioni è stata fatta nei giorni scorsi all'Ente Cassa di Risparmio di Firenze, ma bisognerà tenere le dita incrociate fino a gennaio prossimo. Per la ristrutturazione della facciata, dell'oratorio, del campanile invece i tempi saranno sicuramente più lunghi. «Grazie alla passione dei Meucci sono stati coinvolti nell'iniziativa alcuni laureati in storia dell'arte spiega la coordinatrice del gruppo Elisa Tagliaferri, storica dell'arte. Vogliamo lavorare per uno studio approfondito e documentato del luogo, ma oltre al lavoro di ricerca pensiamo di organizzare incontri e serate di musica nella chiesa, che ha un'ottima acustica». Affreschi La chiesa di San Pietro aMontebuoni nel piccolo borgo sopra Tavarnuzze. All'interno sono conservati dipinti sei-settecenteschi che hanno bisogno di restauri (Foto CelestiSestini)