Dal porto monumentale di Napoli al Policlinico di Roma: la battaglia tutela-innovazione Cinque anni dopo il concorso internazionale il porto monumentale di Napoli sì è arenato su un tavolo tecnico; a Roma, a un anno dall'aggiudicazione con un progetto pronto per il cantiere, il piano di ristrutturazione del nuovo Policlinico Umberto I è finito nel nulla Sono questi gli ultimi due casi simbolo di progetti, frutto di competizioni internazionali, congelati dalla Soprintendenza. Nello stesso calderone era finito anche il museo archeologico di Santa Scolastica a Bari, vinto dallo studi bolognese Panstudio, guidato da Cesare Mari, ma anche il velodromo di Roma, bloccato per lungo tempo da un vincolo della Soprintendenza, poi demolito, oggetto di un concorso, e definitivamente abbandonato. Come insegna il caso Jesolo, il confronto, che spesso sfocia in battaglia, tra progettisti e Soprintendenze per i piccoli interventi di manutenzione urbana, sta diventando ordinaria amministrazione anche per le grandi operazioni. Risultato? A parte i casi virtuosi in cui sono le stesse Sovrintendenze a promuovere forme di tutela che non rinuncino all'innovazione con forme dì collaborazione attiva come nel caso del concorso per il museo della Shoah di Ferrara si diffonde la sensazione che spesso si combatte una semplice guerra tra contemporaneità e conservazione. Tra gli esempi più eclatanti figura certamente il porto monumentale di Napoli. Il gruppo guidato Michel Envè (con le consulenze di T Studio e Rosario Pavia) ha dovuto prima difendere con sei ricorsi in tribunale il concorso vinto nel 2005. Nel 2007 il team ha finalmente consegnato il progetto definitivo. Ma non è bastato. Un anno fa, il neo-soprintendente Stefano Gizzi, pur apprezzando il progetto, ha messo in campo una variabile nuova: il magazzino frigorifero situato nell'area portuale non può essere demolito come previsto dal bando di concorso ma va integrato nel nuovo progetto. Oggi, 12 mesi dopo l'osservazione della Soprintendenza, si inizia a organizzare il lavoro con un tavolo tecnico che riunirà progettisti, Soprintendenza, Autorità portuale e Comune. Tutti insieme per studiare insieme la miglior soluzione possibile, «una grande vittoria dicono i progettisti che la Soprintendenza non metta un veto ma lavori con noi». Per i tempi continuano ad allungarsi per un'opera che poteva già essere costruita. Non di rado in Italia sono anche i veti a bloccare il contemporaneo. Per realizzare il nuovo progetto per il Policlinico di Roma le risorse ci sarebbero: 160 milioni da investire subito. Ma anche disporre dei fondi a volte non basta. «Siamo fermi per una posizione intransigente della Soprintendenza ai Beni artistici spiega Ubaldo Montaguti, direttore generale dell'ospedale romano". La Soprintendenza, l'Università e il Demanio hanno bocciato il progetto firmato da Ove Arup Partners, con Group 6 Architects e Arup Italia che ha vinto il concorso, impedendoci di abbattere alcuni padiglioni vecchi e senza valore». Si tratta di un vincolo posto dopo l'aggiudicazione del concorso. «A differenza di altre città europee come Parigi e Londra, in Italia la conservazione prevale sulla funzione ha aggiunto Montaguti. Non va conservato tutto a tutti i costi». ll museo di Santa Scolastica a Bari ha fatto un paio di passaggi in Soprintendenza prima di morire definitivamente per un cambio di destinazione d'uso da parte della nuova amministrazione provinciale. Aggiudicato a febbraio 2009, il progetto di Panstudio è stato modificato per avere il nullaosta all'opera. Tra le numerose perplessità sollevate dalla direzione regionale per i Beni culturali inizialmente c'era il sigaro, un tubo d'acciaio rosso di 75 metri che gli architetti avevano immaginato di sospendere sulle antiche mura di Santa Scolastica. Poi è stato messo in discussione l'intero progetto museologico. «Con rilievi infondati -commenta Cesare Mari, capogruppo del team - visto che il nostro progetto aveva vinto il concorso anche per la qualità del progetto museologico, come si legge nel parere della commissione esaminatrice». La Soprintendenza in ogni caso non ha dato il suo ok e nel frattempo è cambiato il colore politico dell'amministrazione e si è deciso di usare questo spazio per eventi temporanei e non come museo. «A noi è stata riconosciuta la progettazione preliminare - conclude amaramente Mari .- Il resto lo gestirà direttamente la Soprintendenza regionale con interventi di adeguamento dell'esistente».
L'architettura frenata dalle Sovrintendenze
Riassunto in 200 parole:
Il porto monumentale di Napoli, il Policlinico di Roma e il museo archeologico di Santa Scolastica a Bari sono stati bloccati dalla Soprintendenza per motivi di conservazione. Il porto monumentale di Napoli è stato oggetto di un concorso internazionale nel 2005, vinto dal gruppo Michel Envè, ma il progetto è stato messo in discussione dalla Soprintendenza, che ha richiesto l'integrazione di un magazzino frigorifero nell'area portuale. Il progetto per il Policlinico di Roma è stato vinto nel 2019, ma la Soprintendenza ha bloccato l'opera, affermando che non si può abbattere alcuni padiglioni vecchi e senza valore.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo