Riceviamo e pubblichiamo: Risposta di Italia Nostra al documento "Temi per la definizione di una nuova legge speciale per Venezia" emesso dal ministro Renato Brunetta il 21062010 I tre campi d'azione. Italia Nostra condivide l'impostazione del documento del ministro, che considera obiettivi inscindibili di una Legge Speciale per Venezia la salvaguardia fisica, la salvaguardia ambientale e quella socio-economica. Condivide anche la convinzione che la rivitalizzazione socio-economica sia "tutta da reinventare" e che l'industria turistica sia "cresciuta in modo abnorme". Condivide l'idea che la ridefinizione della base economica debba tener conto del territorio circostante "in una prospettiva di eco sostenibilità delle scelte". Italia Nostra condivide invece solo molto parzialmente i contenuti concreti e dettagliati della visione ispiratrice e delle manovre necessarie per attuarla. Noi riteniamo che la visione del ministro sia antiquata: novecentesca e non adeguata al nuovo secolo, essa sembra puntare a una Venezia e a un territorio ingombrati da strutture portuali e industriali non adatte a un ambiente lagunare e a un centro storico e architettonico d'incomparabile bellezza. E' novecentesca perché pone in primo piano lo sviluppo economico (e un certo tipo di sviluppo economico) invece che la qualità della vita, nuovo valore emerso sin dalla fine del Novecento come imprescindibile. Il primato della qualità della vita è d'altra parte esso stesso capace di generare un'economia più florida e stabile di quella prospettata dal ministro per il nostro territorio, perché consistente in ricerca scientifica e tecnologica avanzata, ossia nelle stesse attività che saranno proprie del secolo appena iniziato. La visione di Italia Nostra. Primato della qualità della vita significa un ambiente sano e non privato della straordinaria bellezza di cui la natura, l'arte e l'antica sapienza tecnica l'hanno dotato; attività lavorative adeguate all'ambiente e allo sviluppo scientifico e tecnologico contemporaneo; un'economia fondata non solo sul turismo, ma anche sull'artigianato tradizionale da un lato, dall'altro sulla produzione di beni e servizi d'avanguardia, come quelli offerti dalla medicina, dalla biologia molecolare, dalle nanotecnologie, dalle scienze aventi ad oggetto il clima, l'ambiente, il livello dei mari e altri campi per i quali la città gode di una vocazione naturale. Noi crediamo in una città non abbandonata al solo profitto derivante dalla domanda turistica, nella convinzione che il turismo, se non controllato, possa creare un'economia drogata, che per l'utile immediato (modesto nel suo complesso) danneggia e degrada la vita quotidiana, mentre crea negli abitanti la sola specializzazione turistico-alberghiera, a danno delle attività che costituiranno l'anima del futuro d'Europa e del mondo. Vorremmo che i nostri figli potessero lavorare in un ambiente (per esempio Marghera e la gronda lagunare) bonificato e riportato all'antica bellezza, raggiungibile con mezzi panoramici, veloci e sottratti all'invadenza turistica, e che fossero impiegati in attività di alto livello scientifico e tecnologico, capaci di contribuire all'avanzamento del benessere dell'umanità, così com'era stato in alcuni grandi momenti della storia cittadina. Per ottenere tale scopo occorre voltare pagina in modo radicale. Occorre sottrarsi all'antiquata economia basata su cemento, metalli, chimica, petroli e annunciare per Venezia una nuova era. Una legge che si dice "speciale" deve avere un obiettivo alto, intelligente e capace di entusiasmare. Ripensare il sistema Mose. Occorre ripensare dalle fondamenta il sistema Mose, per quattro motivi egualmente impellenti: 1. La Legge Speciale ancora vigente richiede con forza che i provvedimenti attuati rispondano a tre caratteristiche: devono essere sperimentali, graduali e reversibili. Nessuna delle tre caratteristiche può oggi riconoscersi al Mose. 2. Uno studio commissionato dal comune di Venezia alla società "Principia", leader internazionale per gli impianti marini, dichiara che il comportamento delle paratoie mobili non può essere previsto con certezza in certe condizioni meteo marine, simili a situazioni già verificatesi negli ultimi decenni. Ciò introduce un grave elemento di alea nella tenuta del sistema. 3. La manutenzione del sistema sarà di estrema difficoltà. Essa prevede già un organico di quattrocento addetti per tutta la durata del sistema, ma il carico potrà aggravarsi: nei primi giorni di luglio 2010 si è già verificato un disallineamento nei pali di fondazione dei cassoni subacquei, che richiede uno sforzo aggiuntivo per essere corretto. 4. La comunità scientifica si è dichiarata non in grado di prevedere con alcuna precisione il livello dell'innalzamento dei mari da oggi al 2100. Ciò significa che il Mose potrà rivelarsi assolutamente insufficiente (se si verifica l'ipotesi più grave) o inutilmente mastodontico (nel caso opposto). Da ciò (e da altre considerazioni) proveniva la richiesta di reversibilità nella Legge Speciale. Essa è stata disattesa e va ripristinata. I contributi alla manutenzione e ai restauri. Occorre assolutamente ripristinare i finanziamenti per l'escavo dei canali e la manutenzione della città, sospesi o limitati per convogliare più fondi sul Mose, e ripristinare gli aiuti finanziari per chi intende procedere alla manutenzione eo al restauro degli edifici del centro storico, alle condizioni in vigore fino alle recenti sospensioni. Le attività produttive. La ex zona industriale di Marghera dev'essere completamente bonificata, anche con i fondi e i lavoratori recuperati dalla rinuncia a completare l'inaffidabile progetto Mose. Una legislazione nazionale deve richiamare sul posto gli imprenditori impegnati nelle produzioni del futuro: biotecnologie, climatologia, nanotecnologie e simili. Un sistema di trasporti deve collegare la zona al centro storico in modo veloce e piacevole. La stessa bozza del ministro prevede "agevolazioni, anche fiscali e tributarie, per le iniziative economiche lagunari". Ma occorre agevolare le imprese giuste. Il turismo. La vocazione turistica non può e non deve essere rinnegata. Occorre però che la Legge Speciale favorisca una limitazione dei flussi, partendo da una drastica riduzione del turismo giornaliero, particolarmente di gruppi organizzati, che dovranno prenotare in anticipo spazi per autobus e posti sui mezzi di trasporto. Venezia può e deve tranquillamente sopportare i visitatori che usufruiranno dei 20-25 mila posti letto disponibili negli alberghi e negli altri alloggi e un limitato numero di visitatori giornalieri. La laguna. Il traffico acqueo va controllato sia per la velocità sia per le forme degli scafi in funzione del contenimento del moto ondoso, e la Legge Speciale deve finanziare sia degli studi in proposito sia il graduale passaggio a imbarcazioni più adatte all'ambiente lagunare. L'erosione dei fondali va assolutamente arrestata con le opportune modifiche, inclusi gli interventi al canale dei Petroli. Il traffico petrolifero va comunque estromesso dalla laguna, come del resto previsto nella bozza del ministro. Il porto. Una laguna è un sistema estremamente fragile e non può diventare la sede di un grande porto di livello planetario. Il porto commerciale va limitato a navi di dimensioni compatibili e il porto turistico deve rinunciare alle supernavi da crociera. Su altre basi, come si è detto, va fondata l'economia della città. La chimica. Come previsto dalle leggi vigenti, la chimica dovrà abbandonare l'area di Marghera. Importanti e condivisi provvedimenti andranno presi a favore dei lavoratori dismessi. I mezzi di trasporto. La metropolitana sub lagunare va esclusa per numerose ragioni (danni alla laguna, non sostenibilità economica, aumento del turismo giornaliero, sfiguramento e degrado dell'ambiente sociale ed estetico). Il trasporto acqueo può essere adeguatamente veloce e comodo se affidato a mezzi idonei la cui messa a punto dev'essere uno degli obiettivi della Legge Speciale. Elementi guida per ogni decisione devono essere l'integrità dell'ambiente, la comodità dei passeggeri e i fortissimi valori estetici che fanno del territorio uno dei siti più ammirati del pianeta. Il Lido. Ogni decisione sul futuro di ogni zona dell'isola va presa in modo condiviso, con la piena partecipazione della comunità lidense e della municipalità e con particolare attenzione al mantenimento delle aree verdi, dalle quali dipendono sia la salubrità sia il fascino dell'isola. Il Quadrante di Tessera. Nella visione delineata qui sopra non vi è ragione per rinunciare a una vastissima area di verde in favore di un'operazione che appare di speculazione immobiliare e volta ad aumentare i flussi turistici e il degrado generale del territorio. Italia Nostra, Sezione di Venezia Il Consiglio direttivo
Posta della Redazione
12 Luglio 2010
Risposta di Italia Nostra a Brunetta sulla legge speciale per Venezia
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Bene culturale
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