Salvo sorprese ci sarà una sola relazione finale su 18 interventi edilizi Indagine Quadra, la commissione urbanistica licenzia oggi la relazione finale contenente lanalisi degli atti relativi a 18 interventi edilizi. E, salvo sorprese, sarà una relazione unica, votata sia dalla maggioranza che dallopposizione. La battaglia si aprirà dopo in consiglio comunale, sul valore e sul peso da assegnare ai risultati amministrativi. Del resto, la gran parte dei commenti agli interventi edilizi firmati dalla Quadra si apre con la presa datto «che le procedure risultano regolari», e le diverse visioni si scontreranno sul ruolo dellex capogruppo Pd Alberto Formigli e sullatteggiamento del Comune nei confronti degli interventi più discussi. Per la presidente della commissione urbanistica Titta Meucci, che ha coordinato lindagine durante le 14 sedute dedicate, parla di «indagine seria» condotta nella «piena trasparenza». Non solo su quello che è stato ma anche sulla «valutazione delle opportune modifiche della vigente normativa in materia urbanistica ed edilizia». Per la verità, in parte già modificate dalla giunta Renzi attraverso il cosiddetto pacchetto «anti-Quadra». Ma se Bianca Maria Giocoli annuncia lokay alla relazione finale, lo stesso Pdl prepara ordini del giorno ben poco concilianti: da una parte lintervento di viale Cadorna, dove la richiesta di blocco dei lavori è rimasta per aria, dallaltra il rapporto tra le pratiche edilizie e lex capogruppo Formigli, rimasto ufficialmente socio della Quadra fino al marzo 2004 (i suoi rapporti successivi con la società di progettazione sono oggetto dinchiesta della magistratura). Lopposizione di sinistra, invece, con Ornella De Zordo terrà a sottolineare «i limiti oggettivi di unindagine compiuta da una commissione consiliare» e non, come la capogruppo di «perUnaltracittà» aveva proposto, da una vera e propria commissione speciale. Perché in questo modo, sostiene, «il lavoro si è limitato ad una registrazione della rispondenza a norme e permessi, mentre il problema non riguardava la vigilanza anti-abusi ma un malcostume che si alimentava dalla contiguità fra ambienti politici, tecnici e imprenditoriali». (m.v.)