Giorgio Muratore al New York Times : «Una città unica, dove la modernità deve integrarsi con il passato» Roma bocciata in antichità classica, la materia che dovrebbe privilegiare. Alla velenosa conclusione è giunto un editoriale del Nyt sempre solerte nelle sue querelle antiromane spesso pretestuose, come quest'ultima: «Che cosa vuole fare da grande Rorna?», si è chiesto l'architetto e urbanista inglese Richard Burdett, citato ieri da Michael Kimmelman in un lungo articolo apparso sul New York Times. Ed è ancora Burdett a ricordare come Roma, «impegnata in una battaglia con il proprio futuro, stia facendo invece dei passi indietro col suo passato». La tesi: negli ultimi anni la Città Eterna ha tentato la strada della modernità mettendo in cantiere progetti come la Nuvola di Fuksas e le Torri di Piano all'Eur, la teca dell'Ara Pacis targata Meyer e ancora il Maxxi di Zaha Hadid. Ma c'è l'altra faccia della medaglia, ossia il patrimonio storico classico che sta andando letteralmente in briciole, Colosseo e Domus Aurea in testa. Il Nyt non è tenuto a sapere, ma è bene ricordarglielo, che il Campidoglio, per assicurarsi, in futuro, l'equilibrio tra storia e modernità, sta portando avanti la battaglia per Roma Capitale. E infatti il sindaco Alemanno ha risposto nel merito: «Tutte le aree metropolitane, compresa New York, hanno grandi problemi di manutenzione anche quando non hanno grandissimi reperti archeologici e storici come Roma». Quindi ha spiegato che «si sta attendendo, da un momento all'altro, il benedetto bando che deve attrarre sponsorizzazioni per il restauro del Colosseo stesso». Ma Roma, briciole o no, non è una Capitale come un'altra che può essere giudicata con i canoni usati dal Nyt. Non saranno le polemiche sui bandi o sui restauri a intaccare il fascino eterno dell'Urbe. Ne parliamo con il docente di Architettura alla Sapienza di Roma Giorgio Muratore. Giorgio Muratore cosa risponde alla polemica innescata dal New York Times su Roma incapace di salvaguardare le sue antichità più prestigiose? Non va certo preso per oro colato quel che sostiene il quotidiano americano, sia pure autorevole. Non è la prima volta che punzecchiano Roma. Anche gli esperti del quotidiano hanno le loro debolezze e simpatie architettoniche, per così dire. In che senso? Da una parte enfatizzano le nuove realizzazioni come il Maxxi, ma poi si scagliano contro la cattiva conservazione dei monumenti antichi. Sono critiche schizofreniche. Dovrebbero fare un po' di chiarezza nella loro testa. O si deve puntare sul moderno o si deve salvaguardare l'antico. Naturalmente al ricetta vincente è conciliare le due esigenze. Non pensa che Roma sia una Capitale unica e dal fascino ineludibile per chiunque, al di là delle critiche? Certo. Ma non va dimenticato che Roma in questi anni è stata una città schizofrenica : il sindaco Alemanno purtroppo ha ereditato una città pensata male prima da Rutelli e poi da Veltroni, i sindaci che lo hanno preceduto. La verità è che Roma è una Capitale unica, come dice lei, ma sulla quale non si è riflettuto abbastanza per quanto concerne lo sviluppo metropolitano. Cosa risponde da architetto e da romano agli strali del quotidiano americano? Primo che non ci serve la loro tutela. Secondo che equilibrare antico e moderno è sempre un'impresa difficile per tutti, soprattutto per una città con le caratteristiche di Roma, museo a cielo aperto che deve fare i conti con la modernità: non mi pare che abbiano fatto una grande scoperta... sempre stato così. Il sindaco Alemanno ha risposto nel merito facendo riferimento all'imminente restauro del Colosseo e della Domus aurea... E si deve continuare su questa linea. L'ho apprezzato molto all'inizio del suo mandato: la sua presa di posizione contro il parcheggio al Pincio è stata opportuna e decisiva. Per il resto Roma va continuamente monitorata: se pensiamo che il crollo del tetto della Domus aurea si è verificato quando sono iniziati i lavori di restauro capiamo bene come i nostri monumenti antichi abbiano bisogno di una sorveglianza speciale , costante e responsabile. Si tratta di interventi delicati che sfuggono alle categorie polemiche. Purché si tenga a mente che la modernizzazione passa attraverso la rilettura dell'antichità, non ne può prescindere. A giudicare dall'afflusso di turisti che in questi giorni popolano i siti archeologici come le grandi mostre non sembra che Roma sia ridotta così in briciole. Roma rimarrà sempre una calamita per tutti i viaggiatori, un polo d'attrazione ineludibile. Certo. Ma attenzione anche al tipo di turismo che si intende incentivare. Non vorrei che Roma facesse la fine che in questi anni hanno fatto Venezia e Firenze, dove le giunte cittadine hanno avuto un ruolo nella rincorsa a un turismo di massa che ha rovinato queste città. L'offerta turistica dev'essere di qualità, soprattutto quando parliamo di città che hanno un'enorme rilievo storico e architettonico, non deve solo pensare a fare cassa .
Roma, non serve la tutela americana
L'architetto e urbanista inglese Richard Burdett ha scritto un articolo sul New York Times in cui sostiene che Roma sta facendo passi indietro nella sua modernizzazione a favore del suo passato. Il sindaco di Roma, Alemanno, ha risposto affermando che le aree metropolitane, compresa Roma, hanno problemi di manutenzione e che il restauro del Colosseo e della Domus aurea è in corso. L'architetto Giorgio Muratore ha risposto a una polemica innescata dal New York Times, affermando che la città non va presa per oro colato e che non è la prima volta che punzecchiano Roma.
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