Restauro della cattedrale. Comune, sbloccati i fondi. Un milione per il Duomo «La Madonnina è il nostro simbolo, non potevamo non intervenire». Il sindaco Letizia Moratti annuncia d'aver sbloccato la controversia giudiziaria tra il Comune e la Veneranda Fabbrica del Duomo, lasciata senza fondi per i restauri: «Pronto lo stanziamento di un milione di euro per i lavori sulla guglia maggiore». «Fermato il ricorso» «Abbiamo sbloccato un milione di euro per il nostro simbolo. Venerdì prossimo porteremo la delibera di finanziamento in giunta». Le parole di Letizia Moratti hanno il sapore del grande annuncio. E in effetti il passaggio è importante. Tanto che tra Comune e Veneranda Fabbrica scoppia la pace dopo anni di liti, contenziosi e carte bollate. Era dal 2002 che non arrivavano più soldi sulle guglie. Il Comune aveva chiuso i rubinetti. Seguirono stagioni di avvocati, cause civili e sentenze di tribunale. Ora la svolta. Il direttore della Veneranda Fabbrica, Benigno Visconti Mör1ing Castiglione firma l'armistizio: «Accogliamo la notizia con estremo piacere. Per noi il contenzioso è chiuso». «Il Duomo e la Madonnina sono simboli troppo importanti per la nostra città. Non potevamo non intervenire», spiega il sindaco. Il milione di euro arriverà grazie ai risparmi imposti ad ogni ufficio di Palazzo Marino. Il neo assessore leghista all'identità Alessandro Morelli propone di allargare il «sacrificio» anche ai consiglieri comunali: «Devolvano un gettone di presenza». Il caso rimane aperto. «Perché noi quel milione di euro, dice il direttore, lo aspettavamo da un anno. Fa parte dell'accordo di programma, non è niente di più. Purtroppo». L'accordo di programma, appunto. Che metterà intorno a un tavolo le tre istituzioni locali e che dovrà portare un po' di ossigeno al «simbolo» malato. Da Comune e Regione un milione di euro a testa; dalla Provincia 400 mila, dal ministero dei Beni culturali 250 mila. Quasi tre milioni. Abbastanza per «coprire» i primi lavori, pochi per garantire un futuro di benessere al sistema Duomo. Il cantiere per il recupero della guglia centrale è partito da qualche settimana. Per il direttore della Veneranda Fabbrica i lavori da fare sarebbero per mille. «C'è il museo da riaprire, ci sono le infinite manutenzioni, i marmi, l'organo...». Qualcuno aveva proposto anche una colletta popolare. Il critico d'arte Philippe Daverio, per esempio: «Visto che la politica ha fallito, ci pensino i cittadini». La conferma del carattere «popolare» della cattedrale sta tutta in un amarcord fiscale: «Fino al 1972 c'era un'addizionale del tre per cento sull'imposta di famiglia a favore proprio della Fabbrica». Poi i Comuni persero autonomia impositiva e il denaro alla cattedrale fu garantito attraverso contributi una tantum. «In verità qualche spicciolo dai milanesi arriva», assicura il direttore della Fabbrica. Poca roba, però: «Nell'ordine di qualche decina di migliaia di euro all'anno, non di più».