Cloro, rischio incidente, navi: il comitato contesta la relazione Olt Il Comitato contro l'offshore contesta la relazione fatta dalla Olt sulla sicurezza dell'impianto. Il comitato ha esaminato alcuni aspetti inerenti la sicurezza dell'impianto, i possibili incidenti e gli interventi previsti a tutela dell'ambiente e della popolazione. Il risultato è un dossier di 30 pagine, consegnato ai consiglieri provinciali e comunali, all'Autorità portuale, poi sarà la volta della Prefettura, della Capitaneria di Porto e dei Vigili Del Fuoco. Il messaggio che il Comitato vuole lanciare è'che nessuno possa dire: Noi Non Lo Sapevamo.', slogan che appare anche nello striscione esposto in Piazza Mazzini. Viene contestata l'inesattezza di alcuni dati: secondo la relazione Olt il traffico navale che sarà interessato dall'area dove sorgerà l'offshore è di 73 navi l'anno, mentre i dati dell'Avvisatore Marittimo parlano di diverse migliaia. Un altro punto importante è quello del cloro, tematica trascurata nel rapporto di sicurezza Olt. Il cloro è un elemento potenzialmente tossico per gli organismi acquatici. «Ogni giorno - si spiega - nell'impianto in oggetto verranno sterilizzati mediante cloro 550.000 mc di acqua, pari a un campo da calcio profondo 75 metri». I portavoce del Comitato vogliono poi denunciare la mancanza di un piano d'emergenza in caso di incidente, provocato da disastri naturali, errori tecnici o umani, attacchi terroristici, per la messa in sicurezza della zona interessata dal traffico marittimo e della costa e per l'evacuazione della popolazione. Martedi sera all'Arena Astra Leonardo Marotta, dottore in Scienze Ambientali, e il Comitato esporranno i problemi sollevati riguardo la questione sicurezza dell'impianto offshore.