Ostra Vetere Sono in arrivo i fondi europei per Palazzo Poccianti e serviranno per rendere utilizzabili altre stanze dello stirco edificio che verranno poi aperte per essere messe al servizio della cultura locale. Lo rende noto il sindaco di Ostra Vetere Massimo Bello, che annuncia l'approvazione a livello comunitario di una pratica per la concessione di un contributo di 250.000 euro, nell'ambito dell'Asse Cultura, destinato a un ulteriore, importante intervento di ristrutturazione della storica dimora rinascimentale: "I fondi - dichiara il primo cittadino - ci permetteranno di mettere mano al recupero anche del primo e del secondo piano del palazzo gentilizio". Palazzo Poccianti è già stato restaurato e restituito ad un uso pubblico nel piano terra e anche nella sezione sotto-strada che ospita diversi ambienti, fra cui una sala oggi dotata di un impianto multimediale. Il restauro della preziosa casa gentilizia situata nel cuore del centro storico ha consentito, oltre al riutilizzo del piano terra per mostre e rassegne d'arte, di allocare nell'edificio il Corso di Alta Formazione Universitaria per la gestione dei beni culturali, attivato d'intesa fra il Comune di Ostra Vetere e l'Università di Bologna. Quali gli obiettivi che si intende conseguire con questa seconda tranche, che consentirà di intervenire anche sui "piani alti" del palazzo? "L'intendimento - spiega ancora Massimo Bello - è in linea con quello originario: se riusciremo ad utilizzare al meglio il finanziamento comunitario rendendo fruibili altri ambienti della costruzione, riteniamo sia giusto garantirne un uso pubblico indirizzato precipuamente a finalità culturali". Palazzo Poccianti, che si affaccia lungo via Gramsci su uno dei lati della piccola piazza su cui prospetta anche la chiesa di Santa Maria di Piazza, fu costruito - come ricordano Francesco Fiorani e Fabrizio Lipani nella pubblicazione "Segni segreti del Palazzo De Pocciantibus"- da Antonio Poccianti, discedente di un Antonio suo omonimo che era giunto da Ragusa a Montenovo (l'odierna Ostra Vetere) nel 1405. La costruzione è impreziosita da un portale con arco a tutto sesto e paramento in pietra d'Istria, accanto al quale è posizionato anche lo stemma nobiliare della famiglia, che aveva avuto una vicenda assai frastagliata, spostandosi dalla antica patria, Pisa, per portarsi in Dalmazia e riparare poi nuovamente nelle Marche. La notizia dell'arrivo dei fondi europei destinati al palazzo consente all'amministrazione comunale di programmare la cultura in maniera progressiva.