LA MOSTRA. L'evento fotografico curato da Oliviero Toscani nella Cantina Petra di Terra Moretti, a Suvereto Un percorso per tentare di salvare il Belpaese «invaso dalle armate nemiche» che scivola velocemente verso il degrado La cupola della piazza dei Miracoli, la lieve inclinazione della Torre, a Pisa, ci trasportano felicemente appena oltre la grande pineta di Migliarino: ma davanti ad un luogo che la storia e la cultura hanno stampigliato nell'immaginario collettivo di intere generazioni, alcuni capannoni in prefabbricato, probabilmente, segnano lo spazio e lo modificano: «Ma cosa è successo al Bel Pese?» si chiede Oliviero Toscani, e con lui Terra Moretti, che ha curato l'evento fotografico nella cantina di Petra di Suvereto, in provincia di Livorno. Già, cosa è successo? Quello che fu il Bel Paese, scrive Salvatore Settis nella presentazione, è invaso dalle «armate nemiche»; non sono più i barbari che giungevano dalle steppe asiatiche, ma «ecomostri grandi e piccoli, tetre villette, squallidi capannoni, mesti condomini»: è il Nuovo paesaggio italiano, tra verità e amara ironia, che dilaga davanti ai nostri occhi. E CHE SI PARTA dal paesaggio, o meglio che si ri-parta dal paesaggio, come avvenne oltre un mezzo secolo fa, quando in pieno impasse poetico, tra avanguardie e ritorno all'ordine, si creò il Premio Bergamo intitolato anche allora (1938) al paesaggio italiano, non è casuale: forse solo dalla coscienza paesaggistica calpestata da status symbol che con la nostra storia non hanno più nulla da dividere si può ripartire per invertire un cammino che scivola, sempre più velocemente, verso il degrado. Il nuovo dio produttivo per le istituzioni amministrative, gli «oneri di urbanizzazione», hanno compiuto una devastazione che non ha l'uguale nella storia; «divorato dall'incuria e dal cemento» - riprendiamo il testo di Settis - il paesaggio muore, sopraffatto dal cattivo gusto e dall'indifferenza. E mentre assistiamo al fenomeno dell'esaltazione dell'architettura, assistiamo al suo parallelo declino, con quelle inversioni logiche così tipiche del nostro mondo. E TOSCANI non fa che raccontarci questo disfatta culturale, che ha de-costruito la storia d'Italia, dalle coste-discarica alle sovrapposizioni architettoniche, come quella da cui siamo partiti, fino a raccontare le commistioni che si fanno modelli di vita, cui forse non facciamo più caso o non sappiamo più reagire. «La bellezza è relegata nei musei», afferma il fotografo, come oggetto da vedere in memoria, considerando che la realtà non ci offre che degrado; amarezza, inquietudine, denuncia. Un percorso, quello di Toscani, che va letto e riletto, alla luce di una storia che occorre metabolizzare, se vogliamo tentare di reagire; e la fotografia, l'arte, ancora insegnano, e affermano verità che non possiamo non cogliere. La mostra, organizzata da Terra Moretti a Petra di Suvereto, nello spazio delle cantine, è un'esposizione in progress; Fai, Terra Moretti e Canon chiedono a tutti immagini per diventare tutti «fotografi utili». Per partecipare, immagini e video vanno inviati a: infonuovopaesaggioitalia.it; skype nuovopaesaggioitaliano; per informazioni tel. 050 532529; www.nuovopaesaggioitaliano.it. Oliviero Toscani: «Nuovo paesaggio italiano»; Petra di Suvereto (Livorno), Cantine Terra Moretti (località San Lorenzo Alto 131); inaugurazione oggi alle ore 18.30, aperta fino al 30 ottobre Mauro Corradini
Le nuove brutture italiane
Oliviero Toscani ha curato un evento fotografico nella Cantina Petra di Suvereto, in provincia di Livorno, per mostrare il "nuovo paesaggio italiano". La mostra, organizzata da Terra Moretti, esplora il degrado del paesaggio italiano, invaso dalle armate nemiche (ecomostri grandi e piccoli) e dalle istituzioni amministrative. Il fotografo racconta la devastazione del paesaggio, sopraffatto dal cattivo gusto e dall'indifferenza. La mostra è un'esposizione in progress e chiede a tutti di inviare immagini e video per diventare tutti fotografi utili. L'evento si svolge fino al 30 ottobre.
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