CASTIGLIONE. Vetulonia e archeologia, un legame indissolubile. Anche per l'estate 2010 Il Comune di Castiglione della Pescaia promuove una grande mostra-evento, quest'anno dal titolo "Archeologi nell'800. Le città riscoperte fra Etruria e Lazio antico". La mostra s'inaugura stasera alle 18, nell'ambito degli eventi organizzati per la decima edizione delle "Notti dell'Archeologia" in Toscana, dedicata a "La Toscana e i suoi grandi archeologi". Nel corso dell'800 la Toscana ha visto operare molteplici figure di viaggiatore - appassionato archeologo - artista, a cui si deve la scoperta e valorizzazione di nuovi siti di incommensurabile valore archeologico e artistico. Valga per tutti l'esempio proprio del medico condotto Isidoro Falchi, al quale si deve la "riscoperta" della città etrusca di Vetulonia. La mostra trae il suo principale significato dall'accostamento di alcune personalità di rilievo nel campo archeologico attive in particolare nell'ultimo trentennio dell'800 in quattro siti archeologici fra Toscana e Lazio: Vetulonia, l'antica Vatl(una), celeberrima città della Dodecapoli etrusca; Lavinium, eletta dalla tradizione letteraria a luogo dello sbarco del pio eroe Enea; Lanuvio, altra città del Lazio antico; Alatri, l'antica Aletrium, nel territorio degli Ernici. Fulcro dell'esposizione è la figura di Isidoro Falchi. L'attività di indagine e di scavo del Falchi, raccontata attraverso quei reperti unici ed eccezionali che rappresentano i "punti-luce" della sezione vetuloniese, costituisce anche il perno del percorso espositivo. Nella sala adiacente trovano spazio i settori del percorso di visita riservati a Lavinium - Guidonia - Monte Celio, a Lanuvio e ad Alatri, ove si delineano i "ritratti" di altre grandi figure contemporanee allo scopritore di Vetulonia: l'archeologo Rodolfo Lanciani, per Lavinium - Guidonia - Monte Celio; i pittori Arthur John Strutt e Vincenzo Seratrice, per Lanuvio; infine Herman Winnefeld e Antonio Cozza per Alatri.