polemiche per i ritardi nelle segnalazioni. il municipio: «non avevamo notizie della volontà di costruire» Sequestrata dai vigili la piattaforma di un condominio in passeggiata. Denunciati l'amministratore e l'impresario Roberto Sculli IL MONOLITE di cemento chiaro, un pugno in un occhio - purtroppo non il solo - in una delle passeggiate più belle del mondo, adesso è inaccessibile, delimitato com'è dai nastri bianchi e rossi. Una sdraio blu giace abbandonata e sono vuoti i fori, foderati di alluminio, che avrebbero dovuto ospitare gli ombrelloni. Nervi, passeggiata Anita Garibaldi. Qui, in un angolo di paradiso, a un passo da Villa Gropallo, all'estremo levante della delegazione, giovedì scorso sono entrati in azione, sequestrando un imponente manufatto in calcestruzzo, i vigili urbani del reparto Ambiente e Territorio. Perché, è emerso nel corso degli accertamenti, non era stata rilasciata alcuna autorizzazione per costruire il terrazzamento, dove gli abitanti del civico 13 della promenade, che quella porzione di litorale hanno in concessione, puntavano a a prendere il sole e tuffarsi. A registrare che ci fosse qualcosa di fuori posto, nel corso dei lavori - una betoniera sugli scogli, soprattutto in un contesto simile, non può passare inosservata - sono stati in tanti. Ma nessuno ha mosso un dito, fino a che un residente della zona, trascorso un mese, quando i lavori erano praticamente terminati, ha impugnato carta e penna e inoltrato un reclamo ai vigili in forza al settore Sicurezza Urbana. Gli specialisti della polizia municipale, in prima linea, con la guardia costiera, per verificare il rispetto delle concessioni demaniali (il demanio marittimo è in concessione al Comune), si sono precipitati a Nervi. Davanti all'evidenza della situazione, hanno cercato documenti che certificassero la regolarità dell'intervento. Senza successo. Sorpresi, i residenti del civico 13, elegante palazzina a strapiombo sul mare con tante seconde case, hanno scoperto di non poter accedere al nuovo spazio appena realizzato. «Vorrei capire anche io il motivo», confessava, ieri al citofono, una di loro. Allarga le braccia un altro abitante: «Si trattava di ripristinare una struttura pre-esistente, che era collassata con l'azione dell'acqua. A tutti gli effetti una manutenzione ordinaria. Sicuramente si chiarirà tutto». L'incarico di approfondire l'accaduto spetta ora alla magistratura, a cui è stata inoltrata una dettagliata relazione. Per il momento, i vigili agli ordini del commissario Paolo Monte, hanno denunciato due persone: l'amministratore del condominio, un uomo di cinquantaquattro anni, in qualità di committente, e il titolare dell'impresa di Genova che ha eseguito i lavori, un cittadino romeno di quarantaquattro anni. Ai due uomini i vigili urbani, che hanno agito d'iniziativa, operando un sequestro preventivo, contestano tre reati. La violazione dell'articolo 1161 del codice della navigazione, che vieta espressamente le innovazioni non autorizzate. Quella del dpr 3802001, in materia di edilizia, che prevede, in caso si utilizzi per costruire cemento armato, un'apposita comunicazione, reato che ha la particolarità di non andare mai in prescrizione. Infine, la violazione del decreto legislativo 42 del 2004, che tutela i beni culturali e il paesaggio. Di più, essendo la passeggiata oggetto di una specifica tutela, per apportare qualunque modifica - anche la più piccola - è necessario un nulla osta della Soprintendenza, che, al contrario, non è stata interpellata. Tra le ipotesi al vaglio degli inquirenti c'è anche quella che, per costruire le nuove, vistose piattaforme, siano stati danneggiati gli scogli sottostanti. Il magistrato potrebbe imporre a chi ha costruito di ripristinare, a sue spese, lo stato precedente della scogliera. Sarà sempre l'autorità giudiziaria a valutare se la struttura possa essere oggetto di condono. Amareggiato, il presidente del Municipio Levante, Francesco Carleo, ieri ha eseguito un sopralluogo per sincerarsi della situazione. «Queste sono questioni che sfuggono al nostro controllo - sottolinea - non avevamo notizia della volontà di costruire una struttura di questo tipo. Tutte queste pratiche vengono gestite a livello comunale. Sul territorio, però, ci siamo noi».
LIGURIA - Nervi, colata di cemento sulla scogliera
I vigili urbani di Nervi hanno sequestrato un imponente manufatto in calcestruzzo, costruito senza autorizzazione, in una delle passeggiate più belle del mondo, la passeggiata Anita Garibaldi. La struttura, che era stata costruita per permettere agli abitanti del civico 13 di prendere il sole e tuffarsi, era stata realizzata senza il nulla osta della Soprintendenza, che tutela i beni culturali e il paesaggio.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo