Mille foto sugli scempi edilizi gli italiani rispondono allappello SUVERETO - Il palazzo rosa che devasta lo sky line della Torre di Pisa e i silos che deturpano tanta campagna italiana, il campanile che Oliviero Toscani chiama rampa di lancio per missili e una pala eolica tra le vigne, tetre villette ed ecomostri, squallidi capannoni e mesti condomini "adornati" di antenne satellitari e bandiere dellItalia. Dalla Toscana a Napoli, dalla Sicilia alla Brianza, tutto il brutto del paesaggio in mille foto scattate dagli italiani. E inviate a Oliviero Toscani e Salvatore Settis, animatori del progetto Nuovo Paesaggio Italiano. "Fate delazione, denunciate lo scempio" è lappello. Primo step delliniziativa, ieri sera a Suvereto nella campagna toscana della Val di Cornia, dove Toscani, Settis e i loro tanti amici hanno srotolato davanti alla cantina Petra una striscia in vetroresina e legno, lunga cento metri e larga quasi due, che in double-face riproduce 500 immagini dello scempio italiano. Il rotolo è adesso un tunnel che rimarrà in mostra fino al 30 ottobre, completato da altre immagini e testimonianze di intellettuali allingresso dellavveniristica cantina. «Quello che fu il Bel Paese - spiega Settis - è invaso dalle armate nemiche: ecomostri grandi e piccoli si insediano in valli, colline, dune, scenari naturali di grande bellezza, e li devastano irreparabilmente. Di fronte a questa peste, istituzioni, politici dogni colore, quasi sempre tacciono, complici del brutto che avanza». Il direttore della scuola normale di Pisa ha denunciato il caos e il vuoto normativo: «Ieri in Commissione Bilancio al Senato è stato votato un emendamento che cancella tutte le norme». E ha puntato il dito sul caso Sardegna: «Ci sono decine di villaggi abbandonati a pochi metri dal mare e intanto ne costruiscono di nuovi sulla spiaggia. Recuperino piuttosto quelli già esistenti». Il brutto del paesaggio è dunque adesso una esposizione ma anche un cantiere aperto: arriveranno altre foto, si faranno altre mostre in tutta Italia dopo questa ospitata qui a Petra dallimprenditore Vittorio Moretti.