Italiadecide. Seminario con Violante, Amato, Gianni ed Enrico Letta, il ministro dell'Economia LOTTA ALLA BUROCRAZIA - Tra le idee applicazione Dia più ampia, riduzione delle stazioni appaltanti, nuove disposizioni sulla valutazione di impatto ambientale Nicoletta Picchio ROMA Una riflessione bipartisan, a porte chiuse, su come sbloccare l'Italia. Lavorando sui compiti della pubblica amministrazione e semplificando le procedure burocratiche. Non basta la Scia (segnalazione certificata inizio attività) battezzata l'impresa in un giorno, su cui si è impegnato il governo. Bisogna andare oltre. E in una Roma semivuota per la festa di San Pietro e Paolo, ma con il Senato al lavoro sulla manovra, si sono ritrovati a discuterne Luciano Violante, Giuliano Amato, Giulio Tremonti, Raffaele Fitto, Gianni Letta, insieme a circa altri 40 esperti, tra giuristi, economisti, imprenditori, politici. Maggioranza e opposizione allo stesso tavolo, su iniziativa di Italiadecide, "Associazione per la qualità delle politiche pubbliche", di cui Violante, ex presidente della Camera, Pd, è presidente. E che unisce il ministro dell'Economia, Tremonti, l'ex presidente del Consiglio, Amato, il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Letta, nel Comitato di presidenza. Violante ha presentato le proposte di Italiadecide: ampliare l'applicazione della Dia (dichiarazione di inizio attività) per attività non superiori a 500mila euro e far funzionare meglio la Conferenza dei servizi. Dalle imprese, agli appalti: stabilizzazione normativa, calo del contenzioso, riduzione delle stazioni appaltanti, qualificazione delle imprese basata anche sulla reputazione, nuove disposizioni sulla valutazione di impatto ambientale. Ma non solo: Italiadecide propone anche una semplificazione dei patti di famiglia per l'impresa e la riprogrammazione del Fas, il Fondo aree sottoutilizzate, per evitare frammentazione e mancato utilizzo dei fondi. Tutti d'accordo sui principi, sacrosanti. E la tempistica del convegno, oltre ai protagonisti al tavolo, fa pensare che alcuni suggerimenti potrebbero entrare nella manovra. Sempre tenendo conto del difficile equilibrio, sottolineato da Giuliano Amato, tra nazionale e locale, ancora più scottante in vista del federalismo. Sono i primi interventi a metterlo in evidenza: lo sportello unico non ha funzionato? Ogni ente locale ha utilizzato un modello diverso. Quella stessa difformità che non ha fatto decollare il piano casa. Amato sintetizza: sì al federalismo, ma vanno trovate procedure con regole comuni per le stesse attività, con lo sportello unico in capo alle Camere di commercio; di fronte alla «baraonda informatica» di sistemi che non dialogano e di diversi servizi, bisogna realizzare livelli standard. E se nelle amministrazioni manca capacità progettuale, può funzionare un «parco progetti» nazionale, cui attingere. Trasparenza, consenso, certezza delle norme: la Dia non ha funzionato, dice Giampaolo Galli, direttore generale di Confindustria, perché con normative poco chiare le aziende non rischiano le eventuali sanzioni. Enrico Letta (Pd) propone la normativa francese sul dibattito pubblico «per risolvere il problema principale dei tempi delle infrastrutture, il consenso». E il ministro per gli Affari Regionali, Fitto, che ora ha la responsabilità dei fondi Fas, annuncia la riprogrammazione, in un dialogo stato-regioni sul modello utilizzato per gli ammortizzatori sociali. Tremonti ascolta interessato, fino alla fine. È lui il sostenitore della semplificazione. Già nel 2003 propose in Europa il tema della regulation. Oggi l'argomento tiene banco. E il ministro ha una spiegazione: la competizione globale si sta verificando tra realtà diseguali. E il fattore giuridico è sempre più un elemento strategico.
Proposte bipartisan per sbloccare l'Italia
Il ministro dell'Economia, Tremonti, ha espresso interesse per le proposte di semplificazione delle procedure burocratiche presentate da Italiadecide, un'associazione bipartisan che ha riunito esperti e politici per discutere di come sbloccare l'Italia. Le proposte includono l'ampliamento dell'applicazione della Dia (dichiarazione di inizio attività) per attività non superiori a 500mila euro, la riduzione delle stazioni appaltanti e la qualificazione delle imprese basata sulla reputazione. Il ministro ha anche espresso interesse per la riprogrammazione del Fondo aree sottoutilizzate (Fas) per evitare la frammentazione e il mancato utilizzo dei fondi.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo