Il ripristino della legalità e l'amore perduto Le reazioni. Fabio Granata (Pdl) dice no al terzo porto, mentre Roberto De Benedictis invoca rispetto per la città Di nuovo alla ribalta delle cronache la questione dei porti aretusei e, dunque, della tutela del territorio. E si torna a parlare, anche, di Piano paesistico come evidenzia Fabio Granata, capogruppo della commissione Cultura del Pdl alla Camera e vicepresidente della commissione nazionale antimafia. «L'immediata approvazione del piano paesaggistico previsto dalla mia normativa regionale - commenta Fabio Granata, già assessore regionale ai Beni culturali - mi ha visto sempre in prima fila anche in forme polemiche verso la Regione e resta il primo punto all'ordine del giorno. Su Piano regolatore e lavori portuali, al di là di ciò che emerge dalle pagine del Corriere della sera, serve uno stand by, probabilmente una revisione dei progetti. Ovviamente in merito alla questione dei lavori al Foro italico bisogna andare avanti nell'individuazione delle responsabilità dei cassoni di cemento che hanno occupato la Marina per quasi tre anni, anche con riferimento alle ditte interessate, su ogni profilo compresa la certificazione antimafia». Granata accenna anche al progetto del terzo porto a Siracusa, sottolineando la sua posizione contraria e bocciando l'ipotesi senza mezzi termini. «Ovviamente - aggiunge - chiunque parla addirittura di un terzo porto farebbe bene a ripensarci, così come nel Porto grande va creata un'autorità che debba seguire i lavori e crei le condizioni per la gestione degli spazi portuali nell'area, comprese quelle esistente. È tempo di ripristinare la legalità in città, condizione indispensabile anche per poter continuare a sostenere l'amministrazione comunale». Infine, il deputato nazionale vicino a Fini, accenna al tema delle risorse marine. «L'amministrazione - dice Granata - deve avviare un monitoraggio di tutti gli approdi esistenti, sia nel Porto grande che in quello piccolo, così come in altre aree del porto. Inoltre, deve verificare i canoni pagati per attività estremamente remunerative e sulla regolarità dei permessi rilasciati da soprintendenza, Comune e capitaneria di Porto. Serve una svoltà radicale di legalità». Quella di Fabio Granata non è l'unica voce sull'argomento. Anche il Partito democratico interviene sulla vicenda che è stata al centro di un congresso cittadino del Pd. In questa sede, i componenti del Partito democratico aretuseo hanno approvato all'unanimità una mozione relativa sia al Piano regolatore generale della città che, appunto, ai porti turistici. Del gruppo politico si fa portavoce il deputato regionale Roberto De Benedictis. «Il Pd di Siracusa dice no - afferma l'ingegnere De Benedictis - all'attuazione del Piano regolatore generale nelle tante aree pregiate della città che devono essere tutelate. Così come dice "no" alla realizzazione dei porti turistici che cementificano il Porto Grande usando il mare di tutti per la speculazione di pochi». Sulla vicenda domani sarà presentata una sua interrogazione nell'aula consiliare dell'Ars di Palermo, a nome del Pd. «C'era da aspettarselo - commenta ancora De Benedictis - il mondo ama Siracusa più dei siracusani. Ed anche dei valdostani. Quello che sta accadendo nel nostro territorio non ha uguali nel resto del Paese. In questo caso si tratta della cementificazione di centomila metri quadrati di mare, dentro un porto dei più antichi e celebrati della storia dell'occidente». Il deputato regionale, poi, accenna al valore che questo scorcio di territorio rappresenta per la città di Archimede. «Siracusa non esisterebbe senza quel porto - conclude -, è la sua carta d'identità ed invece è diventato uno spazio per costruzioni edilizie, come un terreno qualsiasi. Il porto turistico si può fare, ben venga il turismo da diporto, ma cosa c'entrano tutti quei palazzi ed alberghi dentro l'acqua?». i.d.b. 08072010
SICILIA - Fabio Granata (Pdl) dice no al terzo porto
Il deputato Fabio Granata (Pdl) ha espresso la sua opposizione al terzo porto di Siracusa, sostenendo che la città deve ripristinare la legalità e tutelare il suo territorio. Granata ha anche criticato la realizzazione del Piano regolatore generale della città e ha richiesto una revisione dei progetti. Inoltre, ha chiesto l'individuazione delle responsabilità dei cassoni di cemento che hanno occupato la Marina per quasi tre anni. Il deputato nazionale ha anche sottolineato l'importanza di creare un'autorità per la gestione degli spazi portuali nell'area.
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