Roma Dopo la polemica sollevata da Vittorio Sgarbi contro il governo e il Ministero dei beni culturali per lo stallo burocratico che aveva impedito a un'opera privata del Caravaggio di essere esposta alla mostra di Mantova, il sottosegretario per i Beni e le Attività culturali, on. Nicola Bono, respinge le accuse e replica che Sgarbi ha semplicemente sbagliato obiettivo. «Mi stupiscono - ha affermato Fon. Bono - le dichiarazioni dell'on. Sgarbi in ordine ad una mia presunta responsabilità sulla mancata possibilità di esporre "La caduta di San Paolo" del Caravaggio, alla mostra da lui organizzata a Mantova». Bono rileva come il rapporto di collaborazione fra lui e Sgarbi è sempre stato ottimo e ha consentito «in una miriade di occasioni, una proficua sinergia. Proprio per questo, appaiono ingiustificate e gratuite le critiche su una mia presunta mancanza di coraggio, tra l'altro in riferimento a competenze che non mi appartengono. Infatti, entrando nel merito della specifica questione sollevata, bisogna precisare che i fatti sono diversi rispetto a come sono stati rappresentati. Il Caravaggio oggetto della polemica, anche se di proprietà privata, è stato bloccato da un parere tecnico contrario da parte dell'Istituto Centrale del Restauro, che ha ritenuto sconsigliabile il trasporto dell'opera, in considerazione della fragilità della stessa, per le vaste dimensioni (cm. 237 per 189), e io spessore contenuto (cm. 1,7). Inoltre, è opportuno precisare che tale parere è stato espresso prima della richiesta effettuata per la mostra di Mantova, e cioè in occasione dell'organizzazione della mostra sui rapporti Italia - Russia, che sarà inaugurata, alla presenza dei Presidente Ciampi, alle Scuderie del Quirinale il 1 ottobre, per poi essere successivamente trasferita al Museo Puskin di Mosca. Un impedimento, quindi, precedente e di squisita natura tecnica, non certamente superabile con la cosiddetta 'Volontà politica"».