«Uno sporco business». Così Enzo Maiorca, ispettore onorario della soprintendenza e simbolo della difesa del tesoro blu, ha appellato il secondo porto turistico. «In questo grande specchio di mare - dice il campione subacqueo - si è combattuta la guerra tra Siracusa e Atene nel 412 a.C., e mai è stata fatta una ricognizione adeguata dei fondali che chissà quali meraviglie potrebbero nascondere». E se Maiorca evidenzia lo scempio storico che la nuova struttura portuale comporterà, la sezione aretusea di Italia Nostra ne sottolinea il valore ambientale e paesaggistico. «Il cemento rovinerà per sempre un paesaggio unico - afferma la presidente Lucia Acerra -. Siracusa diviene il simbolo nazionale del degrado per mano dell'uomo a un pezzo di terra e di mare». Per questa ragione, Italia nostra non si fermerà. E chiederà lumi anche all'Unesco, di cui Siracusa vanta il riconoscimento e per il quale deve attenersi a rigidi vincoli. «Siracusa è soggetta ad aggressioni significative sia in termini di edilizia privata che per quanto riguarda le infrastrutture di notevole impatto ambientale - dice la professoressa Acerra -. In quest'ambito gli interventi nell'area del Porto Grande, sito di straordinaria valenza geografico-morfologica perché unico esempio di portualità naturale di tali dimensioni esistente nell'area mediterranea, nonché "luogo", sono un problema pressante». Qui, in questo lembo di mare, si svolsero le gesta narrate da Tucidide, Diodoro Siculo e Cicerone. Qui si svolse la battaglia navale tra le grandi città greche di Atene e Siracusa. E qui si nascondono, sotto una spessa coltre di sedimenti, decine di triremi greche affondate in quella circostanza. «Al centro dell'arco del Porto si trova anche la Riserva naturale orientata Ciane-Saline di Siracusa - aggiunge la Acerra - importantissima area di salvaguardia del papiro, unica stazione europea di questa pianta. L'area è ancor più impreziosita dalla presenza delle foci dei mitici fiumi Anapo e Ciane. Tali peculiarità hanno ben giustificato l'apposizione del vincolo paesaggistico con decreto dell'assessorato regionale ai Beni culturali del 30 settembre 1988. Da diversi anni le varie amministrazioni comunali che si sono susseguite, nonostante l'esistenza del vincolo, hanno consentito interventi di varia natura lungo l'arco del porto, ultimo in fase di realizzazione è il porto turistico Marina di Archimede. A tale realizzazione sembra dover seguire un'ulteriore struttura portuale turistica il cui impatto altererà irrimediabilmente l'armonica linea del bacino portuale. Ancora una volta il territorio di Siracusa subisce un pesante attacco alla sua integrità e bellezza da parte di quanti, preposti alla sua gestione non riescono a perseguire un modello di sviluppo sostenibile il solo in grado di garantire l'integrità e la vivibilità di un territorio». Le accuse di Italia Nostra sono state rintuzzate dal sindaco Visentin. Il quale ha detto che l'associazione nazionale sbaglia le sue valutazioni. «Non credo proprio - replica Lucia Acerra - e comunque adesso la palla tocca agli esperti dell'Unesco. Ci auguriamo che il nostro intervento possa far riflettere, anche in futuro, sull'opportunità di rivedere certe scelte che sicuramente influiscono negativamente sull'immagine della nostra splendida città». 08072010
SICILIA - Lo sporco business va all'Unesco
L'ispettore onorario Enzo Maiorca ha denunciato lo scempio storico che il nuovo porto turistico di Siracusa comporterà. La sezione aretusea di Italia Nostra ha sottolineato il valore ambientale e paesaggistico della zona, che è soggetta ad aggressioni significative sia in termini di edilizia privata che per le infrastrutture di notevole impatto ambientale. La Riserva naturale orientata Ciane-Saline di Siracusa è un'area di salvaguardia del papiro e ha un vincolo paesaggistico. Il porto turistico Marina di Archimede è in fase di realizzazione e sembra dover seguire un'altra struttura portuale turistica che altererà l'armonica linea del bacino portuale.
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