«In Toscana la burocrazia ci soffoca» «Tanti politici non sono adatti a gestire il patrimonio edilizio» Da noi, in Toscana, chi costruisce è penalizzato rispetto ai colleghi del nord. Lo sostiene Vittorio Moretti, presidente della holding Terra Moretti, che ha costruito a Suvereto la cantina Petra, dove viene ospitata la prima mostra di «Nuovo paesaggio italiano»: «Le regioni del nord sono meno burocratizzate della Toscana. Uno presenta il suo progetto e in breve tempo ottiene una risposta. In Toscana rispondono quando ne hanno voglia. Per avere delle licenze occorrono anni di tempo», polemizza Moretti. Perché aderisce all'iniziativa di Toscani e Settis? «Per due ragioni. La prima è che sono amico di Toscani, che mi ha definito il motore della sua iniziativa. Sostiene, e lo ringrazio, che gli ho dato la forza per fare questo splendido progetto». La seconda ragione? «Sono molto suscettibile e quando sento e leggo che i costruttori sono accusati di essere i responsabili degli scempi edilizi, mi arrabbio». Beh, qualche responsabilità l'avrete... «Ma noi costruttori siamo vincolati ai progetti dei committenti e degli enti pubblici». Potete sempre rifiutarvi di costruire gli scempi. «Premesso che anche tra di noi ci sono gli speculatori e le mele marce, va detto che quando un committente ti paga è difficile dirgli di no». Lei l'ha mai detto? «Più che no, noi cerchiamo di convincere la committenza a fare cose belle. Esempio, abbiamo recentemente realizzato per la Campari il recupero del vecchio stabilimento di Sesto San Giovanni trasformandolo in appartamenti e uffici di grande pregio. La nostra filosofia è quella di coniugare il bello e l'economico». Si costruisce male per ragioni economiche o per mancanza di cultura e di sensibilità estetica? «Tutte e due insieme gli aspetti. Certo l'intento di risparmiare, di fare lavori in economia è prevalente. Se deve costruire un capannone o una struttura industriale il committente non pensa al bello, ma al portafogli. Però spesso, a parità di condizioni economiche, influisce anche una mancanza di cultura e di sensibilità». Perché il pubblico non interviene per evitare che il business danneggi la bellezza delle costruzioni? «Semplicemente perché la politica manca di cultura. Vengono elette spesso delle persone non adatte a gestire il patrimonio edilizio. Il Sessantotto ha sfornato tecnici e amministratori non all'altezza del sapere architettonico. Costruire bene è arte, cultura: non ci si può improvvisare». Cosa ne pensa delle critiche di Asor Rosa e dei comitati contro gli econostri, nati sull'onda del caso Monticchiello? «Che si tratta di strumentalizzazioni politiche. In Toscana costruiscono capannoni con tetti in lamiera sui poggi e altri edifici orribili e si va a fare un can-can su Monticchiello, un borgo bellino, ma non straordinario. Quello denunciato da Asor Rosa non mi è parso uno scempio incredibile». Lei costruisce in tutta la penisola. In Toscana la situazione è migliore o peggiore che altrove? «E' come in tutte le altre regioni. L'unica diversità è che qui, in Toscana, è molto forte l'influenza della politica. Quando uno va in Comune a presentare un progetto, la prima risposta è no. Ma santo cielo, discutiamo, vediamo, parliamone». Nuovo corso della Regione: stop a nuove costruzioni, sì al recupero dell'esistente. E' d'accordo? «No, il problema non è se costruire nuovi volumi o recuperare quelli esistenti. La discriminante è un'altra: o che si costruisca il nuovo o si recuperi il vecchio, importante è fare bei lavori. Prendiamo l'isola d'Elba. Ci sono tante costruzioni fatte bene e ci sono tanti volumi da recuperare. Ciò però non vieta che si possa anche costruire nuovi immobili, purché, lo ripeto, siano belli e bene inseriti nell'ambiente». Lei opera in Val di Cornia, al centro di polemiche da parte degli anti-ecomostri. Cosa ne pensa? «Dieci anni fa ho trovato disordine urbanistico a Suvereto. Però negli ultimi anni qualcosa di buono è stato fatto. A Suvereto ho trovato un sindaco lungimirante. Però se si va a Follonica si vedono brutte costruzioni per uso turistico. La costa è divisa a chiazze: c'è il bello e il brutto». Toscana terra felix o infelix? «La Toscana è una regione straordinaria governata da una classe politica burocratica. Qualcosa però per fortuna sta cambiando». (M.L.)