Lobiettivo è salvare le tournée estive minacciate dalle proteste Dopo lincontro con il sovrintendente la decisione di prendere liniziativa. Diverse sigle avevano finora criticato il suo "silenzio assordante" Dopo settimane di silenzio, «assordante» per i lavoratori che, invano, le avevano rivolto svariati appelli, Letizia Moratti decide di scendere in campo per risolvere la guerra in corso alla Scala contro il decreto del ministro Bondi, oggi legge, e i tagli del governo alla Cultura. E lo fa convocando in prima persona i sindacati per trovare una mediazione che impedisca, tra le altre cose, londata, ancora minacciata, di scioperi sulle tournée estive, in Italia e allestero. È lesito dellincontro di ieri pomeriggio tra il sindaco, che è anche presidente della Fondazione Teatro alla Scala, e il sovrintendente del Piermarini, Stéphane Lissner, che nei giorni scorsi si era espresso contro il governo. «Autonomia o chiudiamo», aveva minacciato Lissner, appellandosi al ministro Bondi affinché conceda alla Scala lautonomia che da tanto anni attende. Il tavolo con i sindacati convocato dal sindaco si terrà mercoledì 21. E in quelloccasione, verosimilmente, si discuteranno anche gli esiti dellappuntamento di giovedì prossimo a Roma, al ministero delle Attività culturali, tra il ministro Sandro Bondi, padre del criticato decreto (oggi legge) e vari sovrintendenti dei più importanti teatri lirici dItalia, tra cui anche Lissner. E a cui, ipotesi poi scartata, sembrava dovesse partecipare anche la Moratti. La discesa in campo del sindaco per sciogliere i nodi della protesta della Scala si era profilata già in mattinata. A margine di unaltra presentazione, Letizia Moratti aveva detto di «seguire da vicino la vicenda, di essere in contatto con il vicepresidente (della fondazione Teatro alla Scala, Bruno Ermolli, ndr) e, del Piermarini, «un patrimonio da tutelare». Parole che avevano rotto il suo silenzio, che sul tema durava da settimane, nonostante la bufera degli scioperi. Nel pomeriggio la svolta. In un momento in cui forse, sul fronte sindacale, sintravede una pur timida calata di scudi, e dunque spendersi per la causa potrebbe risultare meno pericoloso. In prima fila nella trattativa sulle tournée a Pompei (21 e 25 luglio) e a Buenos Aires (tra fine agosto e inizio settembre) cè il sindacato autonomo Fials, maggioritario nellorchestra e nel coro. Alcune richieste sono state presentate ai vertici scaligeri e, anche se non è stata presa alcuna decisione definitiva, la posizione dei rappresentanti sindacali sembra essersi ammorbidita: «Ma noi chiediamo impegni scritti, quelli verbali non ci bastano più». Il segretario lombardo, Sandro Malatesta, accoglie con cauto ottimismo la convocazione della Moratti per il 21. «Ha fatto un passettino - dice - ma è ancora lontana dal traguardo». Lopinione diffusa tra i musicisti è che il sindaco, chiamato in causa a più riprese per il suo silenzio sulla legge Bondi, abbia deciso di andare incontro ai lavoratori dopo i nove scioperi che hanno colpito la Scala (lultimo ieri, sulla prima del "Barbiere di Siviglia"). Qualcuno maligna: «Poteva fare lo sforzo di incontrarci prima, il 21 saranno tutti in ferie».
Scala, la Moratti convoca i sindacati
Il sindaco di Milano, Letizia Moratti, ha convocato i sindacati per una trattativa sulla guerra in corso alla Scala contro il decreto del ministro Bondi e i tagli del governo alla Cultura. Il sovrintendente del Piermarini, Stéphane Lissner, aveva minacciato scioperi sulle tournée estive se non si concedesse l'autonomia alla Scala. Il sindaco ha deciso di scendere in campo per risolvere la vicenda. Il tavolo con i sindacati si terrà mercoledì 21. La convocazione della Moratti sembra aver rotto il silenzio dei sindacati, che avevano criticato il suo "silenzio assordante" per non aver espresso un'opinione sulla legge Bondi.
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