«E, adesso, chi risarcirà noi, per il danno subito?». L'ex sindaco Pd di Mantova, Fiorenza Brioni si è appena tolta dalle scarpe un sassolino da 80 milioni di euro. Tanto minacciava di voler farsi risarcire Antonio Muto, titolare dell'immobiliare «Lagocastello», che s'era visto bloccare dal Comune la costruzione di 200 villette e un albergo in riva al lago Inferiore. La zona, in riva al lago Inferiore, in cui era prevista la realizzazione di 200 villette e un albergo La precedente amministrazione comunale bloccò i lavori Ma la sentenza del Consiglio di Stato che impone all'immobiliare la Valutazione d'impatto ambientale (Via) prima di procedere con la costruzione, cassando così ogni possibile richiesta risarcitoria, è una vittoria di quelle che lasciano l'amaro in bocca. Perché quando parla di «danno subito», la Brioni intende la sconfitta alle ultime comunali. «Mi è toccato difendermi dall'accusa di aver esposto il Comune alla bancarotta per il rischio di risarcimenti milionari. Questa sentenza dimostra che si è trattato di una campagna elettorale deviata dall'uso di argomenti senza fondamento». Magra consolazione, che questa sia la quarta sentenza che dà ragione all'ex giunta (dopo quelle sui project financing bloccati per Porta Mulina, Palazzo del Podestà e nuovo stadio). Magra vendetta, la frecciata al collega di partito Gianfranco Burchiellaro che l'aveva preceduta alla guida della città («Verrebbe voglia di chiedere un risarcimento a chi quei procedimenti urbanistici li aveva avviati»). Semmai, quel che brucia di più è il silenzio del Pd di oggi. «In queste ore spiega la Brioni ho ricevuto un sacco di telefonate di congratulazioni. Tranne due: quelle del segretario provinciale e del segretario cittadino del Pd». Eppure, spiega l'ex prima cittadina, su quel terreno in riva al lago non c'era in ballo solo un contenzioso urbanistico, ma un'idea di città: «E su questo di dovrebbe misurare la coerenza di un partito». In attesa delle conseguenze politiche della sentenza, meglio soffermarsi su quelle pratiche. Antonio Muto dice di voler comunque andare avanti, predisponendo le carte per la «Via». Ma se, a ottobre, il Tar boccerà anche il suo ricorso contro il vincolo di inedificabilità sulle sponde dei laghi imposto dalla Soprintendenza, dovrà dire addio al progetto (o fare di nuovo ricorso al Consiglio di Stato). A meno che, nel frattempo, non si trovi la «mediazione» che il nuovo sindaco Nicola Sodano conferma di voler tentare: «Sono felice che si sia evitato un ingente risarcimento. Ma i contenziosi aperti sono ben 120 e, come ho detto in campagna elettorale, voglio incontrare tutte le controparti. Non per accordi sottobanco, ma per riconciliare l'amministrazione con la città».