PISA. Una collezione dal valore inestimabile che fa il suo ingresso all'interno di uno dei più prestigiosi musei del mondo. "Pisana Vestimenta" è il titolo della mostra curata dalla Fondazione Cerratelli. L'inaugurazione è prevista domani, in uno spazio dedicato del Museo delle Sinopie, nello splendido scenario della Piazza del Duomo. La partenza di un viaggio verso la progettulaità di un laboratorio di studio e ricostruzione del costume storico, con apertura anche ad altre discipline. L'esposizione consentirà di ammirare la ricostruzione di alcune tra le più significative vesti raffigurate nel "Trionfo della morte" di Buffalmacco. L'affresco, risalente al '300 ed esposto nel Camposanto Monumentale, racchiude la moda toscana del 14 secolo, con grandi aspetti di pisanità. Una sorta di enciclopedia con varietà di forme, fogge e ispirazioni. Tra i soggetti raffigurati papi, regine e nobili, come Uguccione della Faggiola e immagini di letizia nel giardino di agrumi che fa da cornice ai costumi riprodotti. «Nell'affresco - ha spiegato Floridia Benedettini, direttrice della Fondazione - antico e moderno fanno sistema. Il senso del nostro progetto è quello di costruire il nuovo guardando al passato». La sinopia, dal tratto lieve e impalpabile, ma al tempo stesso raffinato e completo, è conservata all'interno del museo. Tre i copricapo e tre le vesti ricostruite filologicamente. Tinte realizzate artigianalmente, fantasie dagli antichi stampi. La lana, stoffa tra le più usate all'epoca, scelta per le vesti. «Tratto essenziale dei costumi del'300 - ha spiegato la curatrice della mostra - è il minimalismo e il rigore di linee e materiali». Saranno esposti, inoltre, 12 dei 25mila costumi del repertorio della Fondazione, di recente ricevuto in donazione dall'antica casa d'arte Cerratelli. Per questi costumi Danilo Donati ricevette il primo premio Oscar italiano nel '69 con la pellicola "Romeo e Giulietta" di Franco Zeffirelli. Il progetto avrà come seguito la ricostruzione di altre vesti del "Trionfo della morte" e dei cicli affrescati del Camposanto. I lavori dell'officina saranno legati e sostenuti scientificamente dall'Università degli studi di Pisa, con la presenza di specialisti e studiosi del costume. Un primo coinvolgimento del Dipartimento di cinema, teatro e produzione multimediale ha già avuto come esito la realizzazione di un video relativo alla mostra che verrà proiettato all'interno del museo. «Vogliamo coinvolgere i giovani - ha detto la direttrice - con laboratori, visite guidate e lezioni di grandi studiosi del periodo medievale, i cui scritti saranno raccolti in una pubblicazione». Una galleria d'arte, quindi, da vedersi non solo in chiave turistica, ma anche didattica. «Questo evento - ha precisato Floridia Benedettini - apre un ciclo, un modo nuovo di occupare gli spazi museali, luoghi di formazione che consentano agli studenti di trarre un vantaggio dalle loro visite».