Un mese per la demolizione. Due per la bonifica bellica e ambientale. E meno di tre anni per la realizzazione dell'edificio polifunzionale che ospiterà il nuovo terminal per i bus ma anche la nuova sede di vigili urbani, Cpt, Pisamo e istituto nazionale di geofisica e vulcanologia. Questo il programma di realizzazione del progetto "Sesta porta", illustrato dal sindaco Marco Filippeschi, dall'assessore all'urbanistica Fabrizio Cerri, dal presidente della Pisamo Alberto Paolicchi e dagli architetti dello studio Valle di Roma; tanta gente nella sala convegni della polizia municipale per capire come cambierà l'aspetto della zona. Nel progetto è incluso il nuovo parco urbano, un polmone verde di 20mila metri quadri a fianco delle antiche mura che saranno completamente restaurate e restituite ad una piena fruibilità pubblica una volta completato lo spostamento della stazione degli autobus, attualmente ospitata proprio lungo le mura medievali fra via Bixio e via Battisti. «Tutto questo - ha spiegato il sindaco Filippeschi - per un investimento di oltre 30 milioni di euro, completamente autofinanziato, grazie alla vendita a privati ed enti pubblici dei nuovi spazi, che consentirà la completa riqualificazione di un quartiere importante ma oggi degradato della città, collegando il terminal dei bus alla stazione ferroviaria, e che non costerà un euro ai pisani». Il calendario dei lavori ha un inizio preciso. «Entro la fine di luglio - ha spiegato il presidente della Pisamo Paolicchi - contiamo di completare la gara per la demolizione dell'ex fabbricato Enel e, per la stessa data, anche di pubblicare il bando europeo per l'assegnazione dei lavori di costruzione dell'edificio polifunzionale e del capolinea degli autobus». Fondamentale sarà evitare slittamenti e ritardi nell'applicazione del programma dei lavori. Altrimenti scatteranno penali molto salate che il Comune, e quindi i cittadini, sarebbero tenuti a pagare: «oltre un milione e 800mila euro per un eventuale ritardo di un anno nella consegna dell'opera - ha specificato Paolicchi -, 6 milioni e mezzo nel caso di mancata realizzazione del progetto». Fatti due conti, quindi, venti euro a persona in caso di slittamento della consegna di dodici mesi. Nel progetto anche la questione del trasferimento di Rebeldia in una sede diversa da quella attuale che «come da accordi fra le parti, avrebbe dovuto essere liberata già tempo» ha detto il sindaco citando esplicitamente il contratto di comodato gratuito fra Cpt e Rebeldia, siglato l'8 marzo del 2006, della durata di un anno e eventualmente «rinnovabile fino all'inizio dei lavori» per la Sesta Porta. «Quello di allora fu un atto di generosità dell'amministrazione comunale - ha ricordato il sindaco -: riconoscendone i meriti, offrimmo al cartello di associazioni, che in quel momento non avevano sede, la possibilità di utilizzare provvisoriamente il capannone ex Enel. Con la stessa generosità - ha aggiunto Filippeschi rivolgendosi agli attivisti di Rebeldia presenti in sala - ci siamo mossi in questi mesi cercando una soluzione che potesse consentire il proseguimento dell'esperienza. La soluzione è un'area di circa duemila metri quadrati, di cui seicento coperti, lungo via Saragat. Nei prossimi giorni, infatti, stringeremo un'intesa ancora migliorata con le Ferrovie. Non solo, dunque, c'è la buona volontà e l'impegno - conclude il primo cittadino -, ma anche la soluzione stessa: è necessario, però, comprendere che non possiamo permetterci di ritardare i lavori per la "Sesta Porta" perché a pagarne le conseguenze, soprattutto dal punto di vista economico, sarebbero tutti i cittadini».
TOSCANA - PISA. Sesta Porta, l incubo dei ritardi
Il Comune di Pisa ha presentato un piano per la realizzazione del progetto "Sesta Porta", un'opera che prevede la demolizione di un edificio, la bonifica bellica e ambientale, la realizzazione di un nuovo terminal per i bus e la sede di vigili urbani, Cpt e istituto nazionale di geofisica e vulcanologia. Il progetto è stato presentato dal sindaco Marco Filippeschi, dall'assessore all'urbanistica Fabrizio Cerri, dal presidente della Pisamo Alberto Paolicchi e dagli architetti dello studio Valle di Roma. Il progetto prevede un investimento di oltre 30 milioni di euro, autofinanziato con la vendita di nuovi spazi.
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