Pettinari: abbiamo bisogno di scienziati in tutti i settori, dalla sanità all'ambiente. ROMA - I giovani fuggono dalle facoltà scientifiche. Lei, invece, ha ricevuto per la seconda volta un premio come migliore ricercatore nel campo della chimica inorganica. Professor Pettinari, lei è la persona giusta per lanciare un appello. Che ne dice? «Sì, l'Italia ha bisogno di scienziati e di laureati in materie scientifiche. Faccio un esempio per farmi capire al volo: parliamo tanto di ambiente e di restauro dei beni culturali. Ebbene, per la tutela dell'ambiente o per salvare un dipinto o un libro ci vogliono i chimici. Parliamo tanto di salute, vorrei ricordare che se chimici e biologi non avessero dato il loro contributo non saremmo arrivati alla scoperta del Dna. Le scienze sono al servizio di tante discipline e questo è un compito straordinario». Claudio Pettinari, 40 anni, moglie e un figlio di 5, è ordinario di chimica all'Università di Camerino. E' vero che nell'Europa dell'Est accade esattamente il contrario e che l'Italia importerà laureati da quei paesi? «Da noi già vengono ricercatori dall'India, dalla Romania e dalla Cina. Sono inserimenti per brevi periodi. Personalmente ho molti rapporti con l'università di Mosca e posso dire che i ragazzi che vengono da li sono ben preparati. Il loro livello di conoscenze nelle materie scientifiche è superiore a quello dei nostri ragazzi che, invece, è piuttosto carente. In Italia la responsabilità è della scuola: li spinge ad un sapere nozionistico e non li educa al ragionamento». Il crollo delle scienze ha anche altre cause? «E' un fenomeno esteso, generato anche dall'idea che con una laurea in matematica si guadagnerà molto di meno che con una laurea in giurisprudenza. I giovani pensano anche a soldi e carriera».