Con ogni probabilità non arriverà nemmeno a compiere dieci anni. È morto forse prima ancora di aver potuto dimostrare fino in fondo che la Valle dei Templi era diventata migliore. L'Ente Parco archeologico e paesaggistico della Valle dei Templi, previsto già nella legge regionale di sanatoria del 1985 e istituito nel 2000 potrebbe infatti chiudere i battenti nei prossimi giorni. Da Palermo le comunicazioni sono arrivate nei giorni scorsi da Gesualdo Campo, il dirigente dei beni culturali che ha firmato la condanna a morte dell'Ente Parco proprio mentre egli stesso, a causa dei ritardi della Regione nelle nomine, ne è il commissario. Naturalmente - e questo va detto anche alla luce del dibattito che si sta svolgendo in Consiglio comunale in cui si parla incredibilmente di allentare la tutela introducendo nelle aree intermedie del Parco gli indici di edificabilità della Zona B - non vuol dire tornare indietro dal punto di vista della tutela dei monumenti. La Zona A e i confini del Parco non si toccano e non si possono toccare perché vi sono sentenze amministrative che negli anni li hanno confermati. Ma la riforma dell'amministrazione dei Beni culturali che di fatto retrocede l'Ente a Servizio rischia di azzerare la grande conquista ottenuta con la legge 20 e cioè la possibilità delle comunità locali di esprimere la propria opinione grazie alla nomina dei consiglieri di amministrazione in rappresentanza del Comune, della Provincia e della Camera di commercio. Gli agrigentini e i suoi rappresentanti saranno insomma «scippati» anche di questa possibilità che in fondo era la grande novità introdotta dalla legge che ha istitutito il Parco. Una legge corretta in corsa che anche grazie all'assessore regionale ai Beni culturali dell'epoca Fabio Granata allora di An, diventò un esempio di come si possono gestire le aree monumentali siciliane. La Riforma cancella invece il Consiglio di amministrazione e dunque se tutto andrà come previsto su tutto ciò che riguarda la Valle le decisioni arriveranno da Palermo. A Casa Sanfilippo in queste ore c'è smarrimento perché vi è un taglio delle unità operative e dunque ci saranno dei dirigenti che finiranno in qualche altra amministrazione dipendente della Regione. Persino l'apertura serale dei monumenti è a rischio per i prossimi mesi. Si sa che a giorni vi sarà una riunione sindacale che si svolgerà a Palermo dove questi temi saranno discussi. Al momento tutto è piuttosto confusionario perché si sa che l'Ente Parco tra poche settimane - forse giorni - non ci sarà più, ma non si sa come il nuovo Servizio sarà organizzato. Non è ancora nemmeno chiaro come e chi dovrà gestire quei progetti che l'Ente Parco in questi anni aveva presentato all'Ue ottenendo i fondi necessari per migliorare la fruibilità dei monumenti. Un sito, patrimonio dell'Unesco, che non avrà nemmeno autonomia nella promozione turistica che, in assenza delle Aapit e della Aziende turismo, sarà affidata a non si sa chi. I prossimi giorni saranno comunque decisivi per spingere la Regione a fare marcia indietro non certo per conservare i posti nel CdA del Parco ma per non gettare alle ortiche dieci anni di lavoro. Il direttore Meli: «Speriamo di non peggiorare le cose Pietro Meli (f.r.) Pietro Meli da diversi anni è il direttore del Parco. E lui che conosce meglio di ogni altri la «macchina» nonha nascosto una certa preoccupazione. - Direttore, con la riforma dell'amministrazione regionale dei beni culturali, il Parco perde la sua autonomia finanziaria? «Con la nuova articolazione delle strutture difficilmente il Parco potrebbe mantenere la sua autonomia amministrativa e contabile a causa non solo della drastica riduzione delle unità operative, ma soprattutto perché molti compiti vengono assegnati alla Soprintendenza. Se dovesse essere incluso tra queste anche il Parco, la nuova organizzazione del Dipartimento entrerebbe in conflitto con la legge istitutiva del Parco, a meno che essa non venga modificata. - Rischiamo insomma di vedere la Valle piena di erbacce come Selinunte e altri importanti siti archeologici? «Mi auguro che la Valle possa mantenere almeno in questo gli standard attuali». - E i progetti da finanziare con agenda 2013? «Con la gestione del Parco sono stati garantiti esecutività e tempestività degli interventi e della rendicontazione. Spero che non si smarriscano tali capacità con una organizzazione diversa dall'attuale». - Ci saranno ripercussioni sulla fruibilità dei monumenti? «La perdita dell'autonomia gestionale comporterà un adeguamento agli standard di tutti gli altri siti archeologici. E' stato grazie alla sua autonomia economica che il Parco ha potuto offrire qualcosa in più, rispetto agli altri, con il finanziamento, attraverso fondi propri, di progetti obiettivo per l'integrazione del personale nei giorni festivi e nelle ore serali (ad esempio, con l'attuale organico non si potrà garantire l'apertura festiva e le visite serali estive). - Che fine farà il Piano del Parco? «Non mi pare che la nuova organizzazione del Dipartimento possa avere ripercussioni sul Piano del Parco».
SICILIA - La Regione ha cancellato l'Ente Parco. L'Istituzione retrocessa a semplice Servizio perderà la sua autonomia finanziaria e di gestione
L'Ente Parco archeologico e paesaggistico della Valle dei Templi, istituito nel 2000, potrebbe chiudere i battenti nei prossimi giorni a causa della riforma dell'amministrazione regionale dei beni culturali. La riforma cancella il Consiglio di amministrazione e trasferisce le decisioni a Palermo. Il direttore del Parco, Pietro Meli, esprime preoccupazioni sulla perdita dell'autonomia finanziaria e amministrativa, che potrebbe compromettere la fruibilità dei monumenti e la gestione dei progetti. La Valle dei Templi è un sito dell'Unesco e la sua chiusura potrebbe avere ripercussioni sulla sua promozione turistica.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo