Spiega l'imprenditore Vito Noto: «Abbiamo la possibilità di trattenere anche per due giorni i visitatori mordi e fuggi» un concerto musicale a ibla Nostro inviato Ragusa. «Noi ci mettiamo il mare con la bandiera blu, le spiagge pulite, il territorio incontaminato, la bellezza e la suggestione del Barocco. Ma chi fa turismo dalle nostre parti che cosa restituisce, che cosa riesce a dare a Ragusa e ai ragusani?». Domanda più che legittima, non ci sono dubbi. Perché se in questi anni abbiamo contato persino con una certa euforia i villaggi turistici che sorgevano lungo la costa ragusana, qui oggi gli operatori locali si domandano che cosa resti a Ragusa dei circa 1000, qualche volta 1500, ospiti che settimanalmente entrano nei villaggi per uscirne sette giorni dopo? «Quel che sarebbe importante - spiegava nei giorni scorsi l'imprenditore e operatore turistico Vito Noto, che ha aperto qualche tempo fa il resort Poggio del Sole sospeso proprio tra campagna e mare di Ragusa - è che le istituzioni quando danno concessioni per realizzare questo genere di strutture pongano condizioni precise. Una delle quali dovrebbe essere quella di stabilire che gli ospiti dovrebbero essere portati a visitare i siti archeologici della zona, le città d'arte. Son cose che funzionano e che arricchiscono il territorio, facendo, tra l'altro, una importante promozione indiretta. Perché che questi turisti tornino a casa e raccontino di quanto è bello il mare è un conto, che possano raccontare, invece, le bellezze di tutta la zona, le aree storiche da visitare, la bontà e la genuinità della nostra enogastronomia creerebbe ulteriore interesse». Noto parla per esperienza diretta e racconta anche di potere vantare un piccolo, ma significativo, primato. Perché se i turisti qui son quelli mordi e fuggi, che non si fermano più di una notte, lui con il suo gruppo riesce a trattenere i turisti, soprattutto i tedeschi, per due notti. «Succede perché lavoriamo in maniera particolare all'accoglienza, perché puntiamo, e a qualcuno parrà marginale invece è questione essenziale per i turisti europei, su una qualità della prima colazione che risulta un valore aggiunto. Sono i particolari che inchiodano in questo caso i turisti per altre 24 ore ad un luogo. Noi ci siamo riusciti, ma devo dire che Ragusa in ogni sua sfaccettatura può vantare tanta qualità, tanta offerta diversificata, essere centrale rispetto ad una serie di itinerari, da potere trattenere anche per il secondo giorno questi turisti dai tour forzati». Ragusa, dunque, vorrebbe fare anche questo salto di qualità, anche perché, effettivamente, l'offerta è enorme e non si limita al mare. Ci sono i paesi dell'entroterra che sono suggestivi ed unici, ci sono i luoghi d'arte e i siti archeologici. Certo bisognerebbe evitare quel che è accaduto l'anno scorso, ammonisce Vito Noto: «C'era un gruppo di turisti che voleva visitare un piccolo sito archeologico che sorge a pochi chilometri da qui. Non lo hanno potuto vedere, perché era tutto coperto da erbacce. Non s'erano trovati i soldi per ripulire. Un assurdo. Errori da evitare con una programmazione rigorosa che non richiede grandi fondi, ma una certa sensibilità». A. Lod.