MILANO Di male in peggio: anche in Italia la pirateria nel settore degli audiovisivi non conosce soste. «Anzi, è in forte recrudescenza sottolinea Luciano Daffarra, segretario generale della Fapav, la Federazione antipirateria audiovisivi che monitora attentamente il fenomeno nel nostro Paese e quel che è peggio è chiaramente connessa a un più vasto retroterra criminale, che la rende un fenomeno particolarmente preoccupante». I dati sono molto chiari: nel solo mese di agosto, le violazioni rilevate sui siti Internet sono state ben 18mila, contro le 1.400 del corrispondente mese dello scorso anno. Si tratta di film che, dopo essere stati "scaricati" dalla rete, spesso non si fermano allo stadio di consumo individuale, ma vengono duplicati e immessi sul mercato illegale con un effetto moltiplicatore particolarmente inquietante. Per quanto riguarda i sequestri di supporti-pirata, nei primi sei mesi di quest'anno si è arrivati alla cifra di 400mila, per la quasi totalità dvd di film di prima visione. «E quel che è peggio continua Daffarra è che si tratta dì titoli spesso addirittura in anticipo rispetto alla stessa uscita in sala, con un danno enorme per tutta la filiera distributiva. Si perturba infatti la normale programmazione delle sale, diminuendo la vendita dei biglietti, per arrivare poi a danneggiare il mercato dell'home video. E non si tratta sempre di prodotti di qualità scadente: questo succede solo quando la registrazione illegale è fatta in sala, di nascosto. Ma ci sono casi in cui tutta l'operazione è gestita in modo molto "professionale", dalla registrazione alla duplicazione, fino all'immissione nei canali di vendita paralleli. Si può stimare, in definitiva, un danno di almeno 10 euro per ogni copia messa in circolazione». Di fronte ad un fenomeno così diffuso, e per di più in continua espansione, sembra davvero difficile adottare misure incisive. Si è tentato con le campagne pubblicitarie nei cinema, nella speranza di convincere il pubblico a comportamenti più corretti. Ma, di fronte ai prezzi "sbancamercato" dei pirati audiovisivi, sinceramente gli spot sembrano avere le armi spuntate. «A qualcosa servono, ma non bastano di certo conclude Daffarra : sono indispensabili sia un incremento delle attività investigative, sia un aumento delle sinergie con le altre associazioni che combattono il fenomeno, a partire da quello, gravissimo, in campo musicale. E poi è urgente adottare misure che portino a un contenimento dei costi dei prodotti legali: a partire, ad esempio, dall'abbassamento dell'Iva al 4 per cento».