«Non escIuderei una serrata, di un giorno, per tutti i musei. Mandiamo una notifica a chi, nelle prossime ore, dovrà decidere». Questa la provocazione lanciata ieri dall'assessore alla Cultura di Roma Umberto Croppi (Pdl), nel corso del suo intervento all'incontro organizzato da Federculture presso l'Auditorium MAXXI a Roma, per protestare contro i tagli alla cultura previsti dalla manovra economica. «L'interpretazione letterale del provvedimento - continua - comporterebbe la paralisi totale. Sarebbe giusto invece invertire l'ordine delle priorità negli investimenti del Paese perché sostenere la cultura è anche aiutare il sociale: una biblioteca, un museo valgono quanto un centro anziani». Una protesta cui hanno aderito sindaci, assessori e manager della cultura di ogni schieramento politico, da Niki Vendola (Sinistra Ecologia Libertà) ad Arcai di Brescia (pdl), da Alfieri di Torino (pd) a Ranieri di Genova (pd). Un dissenso bipartisan e una volontà trasversale di dare un segnale clamoroso, «spedire una cartolina» ai vertici del Governo che proprio in queste ore in Senato sta scrivendo una pagina che segnerà la storia del nostro Paese. I soci di Federculture (tra cui Triennale, Auditorium, Fondazione musei civici di Venezia e di Torino, il Palaexpò, il Centro Sperimentale di Cinematografia...) hanno votato un documento che prevede mobilitazioni, forme di protesta anche clamorose e verifiche sulla legittimità costituzionale di alcune norme che limiterebbero l'autonomia degli Enti locali. La manovra prevede un taglio di 58 milioni di euro l'anno per i prossimi tre anni (di cui 50 sottratti al capitolo riguardante la tutela e la valorizzazione dei Beni e attività culturali) determinando un ulteriore arretramento dello stanziamento del Mibac che ha ormai raggiunto il minimo storico dello 0,21 per cento del bilancio dello Stato. («Un'idea dell'esiguità della nostra spesa statale - spiega Roberto Grossi, presidente di Federculture - ce lo dà il confronto con la Francia dove nel 2009 il budget del Ministero per la Cultura era di 2,9 miliardi di euro, nello stesso anno il nostro era di 1,7 miliardi». A questi tagli si aggiungono le riduzioni dei trasferimenti statali a Regioni (4 miliardi di euro per il 2011 e 4,5 per gli anni successivi) ed Enti locali (le Province avranno in meno 300 milioni per 2011 e 500 per 2012, mentre i Comuni 1,5 miliardi per il 2011 e 2,5 miliardi per il 2012), «Ma ad aggravare la situazione che rischia di portare alla paralisi del settore - hanno denunciato gli intervenuti al MAXXI - alcune norme contenute nella manovra, tra cui la soppressione delle spese per le promozioni e il divieto per le amministrazioni pubbliche di sostenere spese per organizzazioni di mostre, relazioni pubbliche in misura superiore al 20 per cento di quelle affrontate nel 2009». A rischio anche il pacchetto per la candidatura della Capitale alle prossime Olimpiadi, visto che sarà abolito il giro promozionale? A rischio sicuramente le attività dei comuni sotto 30.000 abitanti (per esempio Venaria Reale) che non potranno più costituire società per la gestione dei servizi, anche culturali, e dovranno liquidare quelle già costituite (tremano i musei senesi). Eppure il legame con il territorio (Giffoni è cambiata anche grazie alla manifestazione cinematografica per ragazzi) e la partecipazione dei privati non sono da sempre considerati punti cardine del bilancio culturale ed economico di molte realtà italiane, da musei a fondazioni, da aziende a festival? Molti interrogativi. Poche ore per decidere. Eppure gli italiani hanno dato risposte chiare e inequivocabili. In un periodo di crisi come questo cultura e tempo libero rappresentano il 4,2 della spesa media mensile per famiglia, più alta di quella per la sanità e per le comunicazioni. Negli ultimi dieci anni i consumi sono stati in continuo aumento: la spesa per lo spettacolo ha raggiunto i 4 miliardi di euro, mentre il settore sviluppa un volume di affari di 5,7 miliardi di euro. Segnali di ripresa anche nei musei statali: 4,43 per le aperture straordinarie del Primo maggio e 129 per cento per la Notte dei Musei.