Ci volevano i tagli indiscriminati alla Cultura per mettere d'accordo due politici distanti come Umberto Croppi e Niki Vendola. La manovra finanziaria annunciata dal governo sta scatenando una guerra che disegna fronti inediti: da una parte il ministro dell'Economia Tremonti, dall'altra amministratori, organizzatori culturali, artisti, chiunque si occupi di cultura. E siccome anche per fare le guerre ci vuole fantasia, sul fronte dei-protestatari ce n'è da vendere. L'ultima proposta, la più dura viene proprio dall'assessore alla Cultura della giunta Alemanno: «Facciamo una serrata dei Musei» ha proposto Umberto Croppi alla già piuttosto agitata platea di Federculture, che riunisce enti locali, regioni, aziende pubbliche e private del settore. «Chiiudiamo i musei per un giorno perché qualcuno non si è accorto di quello che stava scrivendo - ha aggiunto -. Mandiamo una cartolina a chi, nelle prossime ore, dovrà decidere. Dobbiamo mandare un messaggio ai nostri interlocutori. Non posso deciderlo io - ha concluso Croppi - ne parlerò subito con il sindaco Alemanno ma è chiaro che qualcosa di plateale bisogna farlo». Nel plauso generale - da destra a sinistra - una delle poche voci pessimiste è stata quella di Giulia Rodano (Italia dei Valori) ex assessore regionale alla cultura: «il grido d'allarme resterà inascoltato. E la blindatura della manovra finanziaria con il voto di fiducia comporterà la totale impossibilità di modificare anche i punti più aberranti del provvedimento». Ma Giulia Rodano dice anche di più: «Gestioni di eccellenza come il parco archeologico di Vulci o il Consorzio del sistema bibliotecario dei Castelli Romani rischiano di dover chiudere. A prevederlo è il decreto legge 782010, al comma 32 dell'articolo 14, che sancisce sia l'obbligo di liquidazione delle società già costituite dai Comuni con popolazione inferiore ai 30mila abitanti sia il divieto ai Comuni con popolazione tra 30mila e 50mila abitanti di detenere la partecipazione a più di una società. La società Mastarna, che gestisce il parco di Vulci, fa capo a Montalto di Castro, un Comune con meno di novemila abitanti. Mentre il Comune più popoloso dei Castelli Romani è Velletri, con circa 48mila abitanti». «E mentre anche l'assessore Croppi piange per l'ennesimo attacco alla Capitale - prosegue il consigliere regionale dell'IDV - appare inquietante il silenzio della presidente della Regione Lazio». Riunita per la prima volta al Maxxi di Zaha adid, Federculture ha registrato ieri un coro unanime e trasversale, il presidente della Puglia Niki Vendola ha definito la manovra «efficace solo per l'impoverimento». La proposta di Croppi è stata accolta dal senatore Vincenzo Vita (Pd): «Bisogna fare qualcosa subito o è inutile - ha detto riferendosi alla commissione bilancio del Senato dove si sta esaminando in queste ore il provvedimento del governo - Con stanotte si chiuide la partita e non si riapre più. E un genocidio, con governo e maggioranza che nemmeno danno un segno di interesse». Federculture ha presentato una decina di emendamenti per modificare le norme del decreto più contestate. «Abbiamo trovato pure la copertura - anticipa Vita - le spese si potrebbero coprire con i circa 2 miliardi derivanti dalla gara per le frequenze digitali». E sempre per ottenere modifiche, Fai, Wwf, Italia Nostra, Legambiente, Civita e Federculture stanno preparando un appello a Berlusconi.