In una città in cui tutto sembra peggiorare il San Nicola rappresenta un'eccezione. Nonostante arrivino meno turisti in 30 mila ad agosto hanno visitato le sale Appare sempre più una specie di oasi in un deserto. Perché in una città e in una provincia in cui tutto arretra, peggiora, si guasta c'è un'eccezione. L'eccezione è il museo archeologico di San Nicola che ha avuto un vero e proprio boom di visitatori nel mese di agosto e che nei primi otto mesi dell'anno ha già registrato un incremento del 14 per cento, sfondando quota 114 mila. È come se la struttura costruita negli anni Sessanta addossata al quattrocentesco monastero cistercenze che ospita i reperti del San Nicola fosse un mondo a sé. Da una parte albergatori, ristoratori, tour operator che lamentano un altro vistoso calo delle presenze turistiche e dall'altra i botteghini del museo che continuano a macinare record su record. L'ultimo è stato riconosciuto pure dalla guida del Touring club che ha «premiato» il grande balzo in avanti del San Nicola che ora si piazza tra i primi quindici musei d'Italia (da tempo è invece - e di gran lunga - il primo museo in Sicilia per numero di visitatori). Vaso di coccio tra vasi di ferro come i Musei Vaticani o gli Uffizi. I numeri nudi e crudi dicono che ad agosto ci sono stati 30 mila visitatori, contro i poco più di 28 mila dell'anno scorso. Nei primi otto mesi del 2004 il San Nicola ha già superato quota 114 mila (l'anno scorso a questo punto si era a 101 mila). «Le ragioni del nostro successo - ha spiegato il direttore Giuseppe Castellana, che dirige la struttura dal 1999 - sono da ricondurre alla nostra organizzazione, ai servizi aggiuntivi ed-al collegamento sempre più stretto tra museo e il Parco della Valle. C'entra anche la nostra attività culturale e di divulgazione che credo abbia contribuito notevolmente. Mi riferisco all'attività concertistica, alle numerose mostre che sono state organizzate. Tutte iniziative che hanno portato gente e che ha allargato la fama del museo. E poi c'è come tutti sanno il calendario che promuove il San Nicola in tutto il Paese». Quest'anno c'è stata poi l'esposizione del «tesoretto», una bellissima collezione di monete romane tenuta in magazzino per diversi anni. Castellano tempo fa ebbe a dire - facendo i debiti scongiuri per via della situazione internazionale che certo non alimenta il turismo - che l'obiettivo per il 2004 era di superare i 150 mila visitatori. L'impressione è che si tratti di un obiettivo che alla fine verrà senz'altro raggiunto e che dovrebbe far riflettere sul perché, negli altri settori turistici, non si riesce ad emulare. Un'ipotesi è che il Museo non soffra troppo della sindrome del «mordi e fuggì» che sta affossando l'ultima delle risorse che abbiamo e cioè il turismo. Del resto anche il Parco della Valle, dopo l'exploit del 2002 con 681 mila visitatori ha difficoltà a migliorare il dato. Però, anche per i Templi, non c'è un calo rispetto al 2003, ma anzi c'è un aumento sia pure lievissimo. I motivi della crisi stanno dunque altrove: nella scarsa capacità di programmazione. Prendete le innumerevoli manifestazioni culturali. Dovunque le date sono stabilite con un anno di anticipo e vendute dai tour operator. Da noi questo non accade. Mai.