Roma, 7 lug (Il Velino) - "Presenterò per il futuro una nuova disciplina per la concessione dei contributi pubblici, che sia trasparente e consenta di premiare poche istituzioni di grande prestigio, le cui performance culturali siano valutabili anche in una dimensione economicamente sostenibile" Lo dichiara il ministro per i Beni e le attività culturali, Sandro Bondi, rispondendo con una lettera all'editoriale di Angelo Panebianco pubblicato sul Corriere della Sera di lunedì scorso. "Per quanto riguarda il taglio ventilato agli istituti di cultura spiega il titolare del Mibac -, sto mettendo a punto proprio in questi giorni un piano di emergenza che salvaguardi e tuteli le eccellenze culturali che non possono essere mortificate per continuare a distribuire finanziamenti a pioggia e in tutte le direzioni". Spiega Bondi: "Come succede nei paesi anglosassoni, l'istituzione riceverà dallo Stato finanziamenti crescenti in rapporto alla capacità di attrarre capitali privati. E' ovvio che è impensabile che la cultura regga nel mercato senza alcun sostegno ed è giusto che il valore vada misurato soprattutto con parametri non economici, ma trovo insensato come succede oggi che quanto più un'istituzione perde tanto più il disavanzo venga coperto dallo Stato. Un sistema oggi non solo insostenibile dal punto di vista economico, ma a mio parere perfino immorale". Bondi sottolinea la "coerenza" dei propri principi in tutte le riforme del settore a cui sta mettendo mano: "Diminuzione del peso sullo Stato della cultura; passaggio dal finanziamento diretto a quello indiretto (defiscalizzazione); conseguente diminuzione del potere della politica sulla cultura; valorizzazione del nostro patrimonio; coinvolgimento maggiore dei privati e degli enti locali". Questa la rotta seguita anche nel creare la direzione per la Valorizzazione diretta dal manager Mario Resca "che sta dando i primi frutti in termini di aumento dei visitatori nei nostri musei e in termini di nuove regole per la gestione dei servizi aggiuntivi evidenzia il ministro-. Tra poco si terranno le nuove gare d'appalto che dovrebbero allargare il numero di operatori in competizione tra loro e quindi anche i servizi per il pubblico (biglietterie, bar, bookshop), nonché gli introiti che saranno poi messi a disposizione della conservazione del nostro patrimonio storico e artistico". Bondi si sofferma anche sulla contestata riforma degli enti lirici, settore "dal punto di vista della spesa completamente fuori controllo" e con un passivo "preoccupante" accumulatosi nel corso degli anni. "Nonostante le falsità che vengono divulgate e i proclami di battaglia nonché gli scioperi irresponsabili di questi giorni, come se la lirica fosse l'ultimo ridotto del sindacalismo più reazionario e lontano dalla realtà rimarca il ministro -, chiunque conosca questo settore sa perfettamente che se non avessimo votato questa riforma, i teatri lirici sarebbero stati destinati al fallimento e questo malgrado ogni anno vengano sostenuti con centinaia di milioni di euro tra finanziamenti statali, locali e privati. E malgrado il costo di accesso per il pubblico rimanga a volte proibitivo". L'attività riformatrice, annuncia Bondi, investirà anche il sistema di finanziamento del cinema "che in passato è stato concepito come un meccanismo o per dare prebende ad amici e compagni, o per mantenere un controllo di tipo politico sul settore. Entrambe le finalità mi sono estranee, e a costo di limitare il potere della politica o la giusta discrezionalità che ad essa compete, presenterò a breve a una riforma che da un lato limita il finanziamento diretto solo alle opere prime, giustamente da incoraggiare e sostenere, contestualmente abolisce le commissioni ministeriali, dall'altro introduce il tax credit e il tax shelter, cioè un sistema di finanziamento indiretto attraverso la defiscalizzazione che premia chi è in grado di attrarre capitali privati e che non impone nessuna forma di 'controllo' politico". Bondi concorda con Panebianco nel ritenere che i ministri dell'Istruzione e della Cultura si muovano in "territorio per così dire nemico e doppiamente accidentato": da una parte, spiega il titolare del Mibac, per "la persistenza per lo meno a livello corporativo di un'antica egemonia di sinistra"; dall'altra per "l'impostazione statalista del finanziamento dell'istruzione e della cultura". Una situazione resa poi ancor più difficile dal fatto che "siamo stati costretti a muoverci in un territorio nemico, come direbbe Eliot, in equipaggiamento logoro, poiché l'armamentario a nostra disposizione (leggi e regolamenti) è sempre inadeguato per le sfide che ci sono proposte". E se l'attuale crisi economica contribuisce a rendere il tutto ancor più complicato, può tuttavia, rappresentare, segnala Bondi, "un'opportunità, un'occasione per affrontare alla radice il problema del rapporto tra l'attività culturale e il finanziamento dello Stato". E con Panebianco, Bondi si dice essere d'accordo anche quando sostiene "che in Italia le classi dirigenti esterne alla politica devono ritrovare coscienza del proprio ruolo e della responsabilità sociale che compete loro e assumersi il peso anche della cultura, il cui sostegno e indirizzo non deve essere demandato totalmente allo Stato che dovrebbe invece intervenire solo in via sussidiaria". (Emanuele Gatto) 7 lug 2010 15:27 IL VELINO
Bondi: Va rivisto sistema del finanziamento statale alla cultura
Il ministro per i Beni e le attività culturali, Sandro Bondi, ha dichiarato che presenterà una nuova disciplina per la concessione dei contributi pubblici, che sia trasparente e premia istituzioni di grande prestigio con performance culturali valutabili in una dimensione economicamente sostenibile. Bondi ha anche spiegato che il taglio agli istituti di cultura è stato necessario per salvaguardare le eccellenze culturali e che il sistema attuale è insostenibile dal punto di vista economico. Ha inoltre annunciato una riforma del sistema di finanziamento del cinema, che limiti il finanziamento diretto alle opere prime e introduce il tax credit e il tax shelter.
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