Lesperienza Già decisa la nomina del nuovo direttore generale, è lattuale responsabile delle risorse umane del gruppo petrolifero Se il presidente ha pensato a me è perché mi considera un uomo di tutti: non sono suo parente, né vado con lui a caccia o a giocare a golf, sono persino genoano SI definisce «saggio, equilibrato, professionale. E incorruttibile». Quattro aggettivi per disegnare il ritratto di Renzo Fossati, 65 anni, attualmente direttore delle risorse umane, ma anche degli acquisti e dei sistemi informativi di Erg, ora general manager del Teatro Carlo Felice, una figura finora mai vista nellOpera genovese, ma già presente alla Scala e non solo. Il suo nome è il vero colpo di teatro nella giornata in cui si sceglie il nuovo sovrintendente; con cui Fossati dovrà lavorare ma, premette lui, «a cui lascerò in ogni caso le luci del palcoscenico. Resta molto da fare anche dietro le quinte». Dottor Fossati, come si passa dal petrolio alla lirica? «Andiamo con ordine. Nel '71 sono entrato alla Piaggio Air Industries e ci sono rimasto 21 anni, prima a Finale poi a Genova, sempre a capo del personale; poi dodici anni a Milano ad Esselunga, con Bernardo Caprotti, unesperienza di grandissimo valore. E da sette anni sono alla Erg, non a diretto contatto con Riccardo Garrone, ma con Alessandro. Le nostre regole dicono che le dirigenze si lasciano a 65 anni; stavo per passare la mano e cercare un nuovo incarico....» Quando lha chiamata Garrone senior. «Sì. E mi ha detto: vuol fare qualcosa per Genova? Le va di lavorare con me al Carlo Felice? Ho detto di sì, una sfida che mi piace, perché credo nello sviluppo. E nel successo che ne consegue, con il lavoro di tutti». Si dirà che Garrone ha scelto un fedelissimo per controllare i conti e la gestione. Cosa risponderà? «Senta, non sono né parente di Garrone né vado con lui a caccia o a giocare a golf; e sono persino genoano. Faccio riferimento a lui come alla sindaco Vincenzi e a tutto il cda; e al Sovrintendente che verrà. Se il presidente ha pensato a me, è proprio perché mi considera un uomo di tutti. Peraltro, sono apolitico e non non manipolabile. Anche da Garrone». Dottor Fossati, lei ha una lunghissima esperienza in grandi aziende. Qui i dipendenti sono meno, ma spesso i rapporti sono stati talmente difficili da bloccare il teatro. Ci ha pensato? «A me interessano trasparenza, onestà, pulizia. E anche i rapporti sindacali devono essere improntati a questo; sono convinto che la mia sfida, in base a quello che dirà il consiglio, sia quella di far quadrare i conti e di far andare il teatro al massimo. Mi interessa lo sviluppo del teatro, spero che tutti vogliano la stessa cosa». Che idea si è fatto, leggendo i giornali e incontrando per la prima volta il sindaco e il nuovo consiglio di amministrazione, dei mali del Carlo Felice? «Manca di più un progetto che sposi lobiettivo primario della grande prestazione artistica con leconomicità gestionale. In un teatro le persone devono essere artisti, ma devono sapere che non basta; se noi dimostriamo che il Carlo Felice ha unazione efficace, in cui non si sperpera il denaro e tutti danno il massimo, penso che altri soggetti privati potrebbero essere interessati a partecipare...». Lei è un uomo dazienda. Ma cosa ne sa di un teatro? «Lo conosco da spettatore, quando ero a Milano ero spesso alla Scala. Amo Puccini, gli impressionisti... Ma ripeto, il capo di una Fondazione è il Sovrintendente; poi ci vuole qualcuno che abbia capacità di sviluppi delle attività non artistiche. Io sono un uomo di sviluppo, ripeto. E ritengo che sia importante avere la forza di realizzare le cose che si dicono. Garrone è uno dei rari esempi di persone che in Italia si avvicinano a questa forma di coerenza. E la sfida che piace a me». Un Teatro lirico che va gestito come unazienda. Anche nei rapporti con i dirigenti, che non sono pochi... «Sì, ma sicuramente sono di più in Erg. E senza contare quelli di Esselunga e Piaggio». Vita privata, oltre che quella aziendale? «Ma certo, sono sposato da quarantanni: un fedelissimo. Ho due figlie grandi, una nipotina di sei anni che si chiama Francesca. Una famiglia tutta di donne, fino a poco tempo fa cerano anche mia suocera e mia madre. Anzi, dalla parte di mia madre un po di spettacolo lho respirato anchio. Sua sorella aveva sposato Peppino De Filippo, il fratello Titina; sono cugino di Luigi De Filippo, ma anche dellex sovrintendente del San Carlo di Napoli, Canessa...».
GENOVA Fossati, dalla Erg alla prova dorchestra "Io, manager saggio e incorruttibile"
Il nuovo direttore generale del Teatro Carlo Felice è Renzo Fossati, 65 anni, che precedentemente ha lavorato per il gruppo petrolifero Erg e per l'azienda Esselunga. Fossati è stato nominato dal presidente del teatro, Riccardo Garrone, che lo ha scelto per la sfida di gestire il teatro come un'azienda. Fossati si definisce un uomo di tutti, saggio, equilibrato e professionale, e si è espresso in favore della trasparenza, dell'onestà e della pulizia nella gestione del teatro. Ha anche espresso la sua volontà di sviluppare il teatro e di far andare al massimo le prestazioni artistiche.
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