Tra chi ha governato su Roma, in duemila anni, Adriano La Regina sarà, per lunghezza del mandato, secondo solo a Cesare Ottaviano Augusto (44 anni). Con la proroga dell'incarico fino al 2007, il sovrintendente archeologico raggiungerà i trentuno anni distaccando nettamente gli imperatori Adriano (24 anni), Antonino Pio (23), Traiano (19). Solo Costantino il Grande ha tenuto la Città Eterna in mano per tanto tempo. Quanto ai papi, soltanto Pio IX gli sarà pari, con molti auguri per Woytila che è arrivato finora a 26. Quello del sovrintendente La Regina è un vero «imperium» su Roma. È superfluo citare il ruolo dell'archeologia nella Capitale: e il sovrintendente è l'uomo che alza il pollice, o lo abbassa, nel caso in cui si voglia costruire qualcosa in città. Un vincolo può impedire una lottizzazione, una vendita immobiliare. Il ritrovamento di un reperto antico può bloccare un cantiere. Per fare un esempio: la nascita del nuovo quartiere di Tor Marancia è «saltata» perché centinaia di ettari sono stati da lui destinati a parco archeologico. Competenza e autorevolezza hanno accompagnato la gestione di un tale potere e a Roma è andata bene, anche se l'ex sindaco Rutelli (e qualche altro collega) avrebbe preferito un sovrintendente più disponibile. Il museo romano delle Terme si è ampliato con nuove sedi (Palazzo Massimo, Palazzo Altemps, Crypta Balbi), i grandi monumenti sono stati accuditi, tanti scempi evitati, non c'è stato alcun cedimento a suggestioni speculative e non è mancata un'apertura modernista sull'uso dei grandi scenari antichi: se furono eliminati «Suoni e Luci» ai Fori, Paul Mc Cartney ha cantato nel Colosseo. Nei prossimi tre anni La Regina si impegnerà su alcuni obiettivi: la sistemazione dei Fori con un progetto di architettura «leggera» ispirato da Fuksas, il completamento del restauro del Colosseo, l'avvio degli scavi al Circo Massimo, la valorizzazione di Gabii, l'arcaico centro sulla Prenestina e infine la concreta attuazione del Parco dell'Appia Antica. Ma il sovrintendente laico, che crede solo in Giove, Minerva e Apollo, ha un sogno: istituire il quinto polo museale romano. Il rinascimentale Palazzo Rivaldi, con le sue belle sale affrescate, è lì, proprio davanti alla Basilica di Massenzio,ad attendere le nuove funzioni anche se il Comune, proprio lui, sembra rappresentare un ostacolo al grande progetto. Il colto pragmatismo di Veltroni potrebbe forse evitare lo scontro con l'Imperatore (in una certa misura La Regina si merita questo epiteto che gli fu affibbiato anni fa) e se Palazzo Rivaldi ospiterà i tesori di Roma antica il sovrintendente potrà uscire di scena soddisfatto. Tre anni sono pochi per ottenere risultati nel campo archeologico. Ma sono anche un periodo in cui possono accadere molte cose. Vista la recente tendenza di La Regina a criticare certe scelte di altri sovrintendenti (sui maxi-cartelloni pubblicitari, sul decoro urbano), si potrebbero delineare rischiosi attriti tra i tutori dell'immagine di Roma. E il feeling con il sindaco potrebbe alla lunga compromettere una linea di rigore trentennale così come un possibile desiderio di catarsi, con l'avanzare dell'età, potrebbe portare l'ormai intoccabile sovrintendente a voltare le spalle ad Adriano per diventare Caracalla.
I tesori di Roma e Adriano l'eterno
Adriano La Regina, sovrintendente archeologico di Roma, ha governato la città per 31 anni, un record. Ha prorogato il suo mandato fino al 2007, superando l'imperatore Adriano. La Regina è noto per la sua competenza e autorevolezza nell'amministrare il patrimonio archeologico di Roma. Ha avuto successi come la sistemazione dei Fori e il completamento del restauro del Colosseo. Ha anche un sogno di istituire il quinto polo museale romano, ma il Comune sembra rappresentare un ostacolo. Il sovrintendente ha un ruolo importante nella gestione di Roma e il suo mandato è stato accolto con favore dalla città.
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