L'ente fiorentino non risponde ai solleciti: impossibile sapere se è in grado di bandire le gare milionarie Il sindaco lo ammette anche in consiglio comunale: l'inchiesta toscana sulle Grandi opere mette in difficoltà il Comune sul Piuss, il piano da 50 milioni per il recupero del centro storico. Nonostante la convenzione sottoscritta un anno fa, il Provveditorato delle Opere pubbliche di Firenze - decapitato dall'inchiesta - non ha ancora confermato al Comune la capacità di indire le gare d'appalto per i primi 11 progetti finanziati dalla regione con i soldi dell'Unione Europa. La questione non è da poco perché il bando regionale, per erogare i fondi comunicati, impone che i lavori siano appaltati entro 180 giorni dalla pubblicazione dei decreti di approvazioni dei progetti definitivi. In questo momento, però, dal Provveditorato fiorentino non arriva alcuna comunicazione certa con tre persone che si sono avvicendate alla presidenza dell'ente negli ultimi quattro mesi. Dopo l'arresto dell'ex provveditore, il vicario, l'ingegner Fittipaldi ha portato avanti il procedimento del Piuss di Lucca, ma negli ultimi giorni - informa il sindaco - è stato rimpiazzato da un nuovo provveditore che sarà ufficializzato nei prossimi giorni dopo le verifiche di rito della Corte dei conti. Però, i tempi per il Piuss stringono e da quindici giorni - sostiene il dirigente comunale, Mauro Di Bugno, incaricato del Piuss - le comunicazioni con Firenze si sono interrotte nonostante il Comune abbia inoltrato due richieste di incontro urgente per definire tempistiche e modalità di affidamento delle opere. Senza risposta anche l'ulteriore invito a concludere gli adempimenti relativi agli incarichi per la progettazione definitiva. Ora, secondo il Comune, c'è da capire soprattutto se il Provveditorato abbia intenzione di rispettare la convenzione quadriennale sottoscritta con il Comune. Se così non fosse, serve una soluzione che permetta di rispettare i tempi stabiliti dal bando regionale. In questo quadro, l'opposizione chiede al Comune di accollarsi la maggior parte del carico di lavoro in modo anche da riportare su Lucca la progettualità di un intervento destinato a rivoluzionare l'area sud-ovest del centro storico, tra Porta Sant'Anna, piazza Napoleone e Porta San Pietro. Il Comune, invece, cerca di prendere tempo e rimanda ogni decisione a un altro consiglio comunale fissato per la prossima settimana sperando nel frattempo di riuscire a riallacciare i rapporti con il Provveditorato. D'altra parte lo stesso architetto Di Bugno chiarisce che «a breve si dovranno definire le procedure e le modalità con le quali sostituire (eventualmente) le professionalità assicurate dal Provveditorato». Ma poi precisa subito che il Comune non è attrezzato ad assicurare con il proprio personale lo svolgimento di tutte le procedure necessarie per la realizzazione degli interventi previsti dal Piuss: «Servirebbe uno staff di almeno una trentina di persone - dice - con ingegneri, architetti, geometri e un ufficio legale da destinare esclusivamente a questo progetto». Sulla regolarità delle operazioni e della convenzione con il Provveditorato, il sindaco si dice assolutamente tranquillo per la correttezza del suo operato: «Non ho mai parlato con imprenditori privati per il Piuss, se non con quelli che hanno avanzato manifestazioni d'interesse. E anche a loro ho detto di presentare un progetto perché l'aggiudicazione avverrà con gara e non con affidamento diretto». Tranquillo anche Di Bugno: «Tutte le riunioni sono state verbalizzate e le comunicazioni al gruppo di lavoro sono avvenute per posta elettronica. Abbiamo seguito le regole e ogni documento è stato acquisito dalla procura». Alessandro Petrini PROBLEMA SCALO MERCI Bus (forse) al Palatucci Se non si sbloccherà lo stallo con le Ferrovie per l'acquisizione dell'area dell'ex scalo merci il nuovo terminal degli autobus sarà allestito al Palatucci. L'annuncia il sindaco in consiglio comunale e garantisce, quindi, che non ci saranno rallentamenti per il Piuss. I bus spariranno da piazzale Verdi dove è previsto il nuovo anfiteatro. «Nell'ultimo accordo con le Ferrovie ci sono problemi - spiega Favilla -: la Soprintendenza non ritiene valido il punto in cui si concede l'utilizzo dell'intero parco ferroviario. Se non si riuscisse a superare il problema il rischio è di complicare ulteriormente il rapporto con le Ferrovie. In ogni caso non ci saranno ripercussioni per quanto riguarda il Piuss».