La direttrice generale della Cultura: «Investimento per il futuro sul turismo di qualità attraverso la tutela del paesaggio» Il Consiglio le inserisce negli itinerari di interesse, ma i visitatori ancora non arrivano Il 10 giugno creato il percorso internazionale del termalismo: fra le tappe c'è Bagni di Lucca La comunicazione è del 10 giugno: il Consiglio d'Europa ha approvato un nuovo itinerario culturale. È quello delle terme e fra le tappe di questo "cammino" inserisce Bagni di Lucca accanto a Salsomaggiore, Vichy (in Francia) o Karlovy Vary, cittadina ceca già gemellata con Viareggio, nel nome del Liberty e della lirica. Così la Lucchesia si ritrova con un patrimonio di tre percorsi culturali (contrassegnati da segnaletica e loghi del Consiglio d'Europa) negli anni diventati «vettori di turismo qualificato». Accanto all'itinerario termale (di cui dovrebbe far parte anche Montecatini), infatti, la Lucchesia vanta l'inserimento anche nei Grandi itinerari della via Francigena e dei "Parchi, giardini e paesaggi". Sulla carta, dunque, il riconoscimento della Lucchesia come terra di grande interesse, dal punto di vista paesaggistico, storico, architettonico c'è. Nella pratica, però, c'è scarsa capacità di trasformare questo riconoscimento in un volano per l'economia. Un esempio: nonostante sia città di grandi compositori - fra cui Giacomo Puccini - Lucca non è inserita negli itinerari musicali riconosciuti e istituiti dal Consiglio d'Europa. Tanto che esiste, in Italia, la via di Mozart (da Venezia a Napoli, risalendo per Milano) e non esiste la via di Giacomo Puccini. Non solo. Esiste da anni l'itinerario della via Francigena, ma finora ha prodotto poche migliaia di visitatori, quando il Cammino di Santiago di Compostela fa registrare 20 milioni di pellegrini l'anno, secondo quanto riferisce Gabriella Battaini Dragoni, direttore generale per la Cultura, il paesaggio, il patrimonio al Consiglio d'Europa che, proprio a Lucca, ha ricevuto il Premio Libertà. Dottoressa Battaini, c'è molta attenzione da parte del Consiglio d'Europa alla valorizzazione dei patrimoni locali. Perché? «Il concetto fondamentale, al quale ci ispiriamo, è quello di trovare il modo di migliorare la qualità della vita e di valorizzare tutto quello che consente di raggiungere l'obiettivo. Ora, questo concetto si declina in nuovi modi di concepire il turismo, la politica urbanistica e la tutela del paesaggio. In sostanza, si declina in nuovi modi di consumare e di partecipare alla cultura». Venendo alla Lucchesia e alla Toscana, pare che ci sia una particolare attenzione al territorio da parte del Consiglio d'Europa. «La Toscana, e la Lucchesia, in particolare, da anni sono inserite in due Grandi itinerari, quello della via Francigena e quello dei Parchi e giardini (con tutte le ville della Piana, ndr). Ora, poi si è aggiunto anche l'itinerario del termalismo, con Bagni di Lucca». A che cosa serve essere inseriti in questi itinerari del Consiglio d'Europa? «Serve non solo a preservare il territorio, ma anche a rafforzare le economie locali. Molti assessori regionali, provinciali e comunali hanno capito che proteggere e valorizzare il territorio non è solo un concerto astratto. E hanno iniziato a tutelare il territorio non solo per una questione di identità, ma anche per poter proporre mete di turismo di qualità fra le quali il Consiglio d'Europa inserisce i luoghi con una buona qualità della vita, dove si garantisce il godimento del paesaggio, la qualità del cibo e la possibilità di gustarlo in ambienti e con tempi idonei (secondo la filosofia di Slow food). Non solo: i luoghi con il marchio del Consiglio d'Europa devono essere vivibili e percorribili anche in bici o a piedi, come in un vero cammino». Al momento, però, almeno i percorsi in Lucchesia, non producono ricchezza diretta. «Forse non al momento, ma si parla di scelte strategiche per il futuro. Prendiamo ad esempio il Cammino di Compostela, inserito negli itinerari del Consiglio d'Europa: è nato da più anni degli itinerari che attraversano la Lucchesia e oggi garantisce circa 20 milioni di pellegrini l'anno. Fenomeno che non accade ancora per la via Francigena, ma non certo perché sia un cammino di fede meno importante, visto che ripercorre l'itinerario dei pellegrini dalle terre di Francia fino a Roma (e da lì a Gerusalemme). È, però, un percorso non ancora completamente ricostruito: solo 100 chilometri su 400 vengono davvero percorsi e riconosciuti». Al di là dei riconoscimenti formali, dei marchi e della segnaletica, esiste un aiuto concreto per sostenere questi itinerari e trasformarli in mete turistiche? «Certo. Esistono i fondi strutturali sul turismo di qualità ai quali possono attingere (con un progetto concreto) le cittadine che si affacciano lungo un determinato percorso. Bisogna che qualcuno parta; poi gli altri enti, a mano a mano si accodano». Di che cosa c'è bisogno per essere inseriti in questi itinerari? «Anche di una forte cultura del paesaggio. Che il Consiglio d'Europa tutela attraverso la Convenzione del Paesaggio, ratificata da 34 paesi, di cui il 23 ottobre celebreremo il decennale a Firenze, probabilmente con l'adesione anche dell'Irlanda. Questa convenzione ci consente di ispirare (attraverso una serie di regole) ai paesi che l'hanno sottoscritta un comportamento virtuoso per la tutela non solo dei beni architettonici e archeologici, ma anche ambientali. Con riflessi evidenti anche sul turismo. Ecco perché sempre più università in Europa formano professionisti esperti nella protezione del paesaggio. E fra qualche anno si vedranno i risultati di questo investimento».
TOSCANA - LUCCA. Terme, Francigena e parchi: rotte europee
Il Consiglio d'Europa ha inserito la Lucchesia in due Grandi itinerari culturali: la via Francigena e i Parchi, giardini e paesaggi. Inoltre, è stato creato un percorso internazionale del termalismo, che include Bagni di Lucca. Tuttavia, nonostante questi riconoscimenti, la Lucchesia non produce ancora ricchezza diretta dal turismo. Il direttore generale per la Cultura, il paesaggio, il patrimonio al Consiglio d'Europa, Gabriella Battaini Dragoni, sottolinea l'importanza di trovare nuovi modi di concepire il turismo e la tutela del paesaggio per migliorare la qualità della vita.
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