Ma i fondi europei saranno usati dopo il trasferimento della Sabauda Versioni discordanti sul recupero del parco abbandonato dopo la denuncia di ieri su Repubblica «Sono in arrivo due milioni e mezzo di fondi europei per i Giardini reali. Saranno utilizzati per il recupero degli spazi verdi, delle aiuole squadrate, dei vialetti disegnati dal paesaggista francese André Le Notre. Prevediamo di aprire il cantiere già a settembre». La responsabile della cultura della Regione Daniela Formento risponde così allallarme lanciato ieri sulle pagine di Repubblica sul futuro - ma anche sul presente - del giardino storico che attornia Palazzo Reale, opera nel Seicento dellarchitetto di fiducia del Re Sole. Da troppo tempo ormai è chiuso al pubblico, in avanzato stato di degrado, non più meta soprattutto nella bella stagione di mamme e bambini, di cittadini desiderosi di fresco, tra passeggiate e soste sulle panchine. A complicare le cose, il cantiere più che decennale per il restauro della Sindone, che rende inagibile lo spazio dietro a Palazzo Reale. Un cantiere sospeso solo nei mesi dellostensione, per permettere il transito delle file di pellegrini verso il Duomo. La notizia giunta dalla Regione - che sarà stazione appaltante per i nuovi lavori, dal momento che i fondi europei saranno erogati per il tramite degli uffici di piazza Castello - contrastano però con i timori del soprintendente ai beni architettonici Ganni Bozzo, peraltro in procinto di andare in pensione. «È vero, cè già un progetto approvato e finanziato per il recupero dei Giardini reali, ma al momento è difficile fare previsioni perché questi dovranno presto ospitare un altro cantiere, quello per la nuova Galleria Sabauda nella Manica nuova di Palazzo Reale. Addirittura si dovrà costituire una sorta di pista per permettere laccesso degli automezzi anche pesanti al cantiere», dice. Bozzo vede dunque con difficoltà la possibilità di fissare delle date, di fare progetti anche in vista delle celebrazioni del 2011. Due versioni discordanti, imputabili forse al fatto che dei Giardini reali si era occupata per anni larchitetto Mirella Macera, scomparsa alcuni mesi fa. Sua lidea di recuperare le vie dacqua nel sottosuolo, di ripristinare lantica fontana circolare, di ridare splendore alla vegetazione, di modernizzare i servizi. Ora altri prenderanno in mano il progetto, che si spera porti nuova vita, al di là del boschetto di tigli che lo separa dal giardino, anche al Bastion verde costruito anticamente lungo le fortificazioni della città, luogo di quiete un tempo amato dalle regine di casa Savoia. Riaperto nel 2001, il Bastione è anchesso chiuso dopo il fallimento della società che gestiva il ristorante al suo interno. Da pochi giorni è scaduta la gara per un nuovo appalto, che si spera porti alla riapertura delledificio. Una storia più che decennale quella del recupero dei Giardini reali, luogo verde nel cuore della città, utilizzato in passato anche per ospitare spettacoli e concerti allaperto, ora in attesa di trovare una nuova identità. Per risollevarne le sorti, nel 2003 era stato proposto di far pagare un ticket ai visitatori. Poi lidea non ha avuto seguito, anche perché da allora un vero rilancio non è mai partito.
TORINO - Giardini reali, pronti due milioni
La Regione Piemonte ha annunciato che riceverà 2,5 milioni di euro di fondi europei per il recupero dei Giardini reali di Torino. I fondi saranno utilizzati per il recupero degli spazi verdi, delle aiuole e dei vialetti. Il cantiere è previsto per iniziare a settembre. La responsabile della cultura della Regione, Daniela Formento, ha risposto all'allarme lanciato sul futuro del giardino storico, che è stato chiuso al pubblico per troppo tempo e è stato oggetto di diverse versioni discordanti sui suoi restauri. Il cantiere per il restauro della Sindone, che rende inagibile lo spazio dietro a Palazzo Reale, è sospeso durante l'estensione.
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